Si è tenuta ieri mattina presso il tribunale di Viterbo l’udienza preliminare a carico di Rudy Guede, accusato di violenza sessuale, maltrattamenti e lesioni personali nei confronti della sua ex fidanzata. Il 37enne ivoriano, noto per il suo coinvolgimento nel caso dell’omicidio di Meredith Kercher, è ora nuovamente al centro di una vicenda giudiziaria di forte impatto mediatico.
La denuncia, presentata dalla giovane ex compagna, ha portato nei mesi scorsi all’attivazione di misure restrittive nei confronti di Guede, tra cui un anno di sorveglianza speciale, il divieto di avvicinamento e l’applicazione del braccialetto elettronico. La donna ha raccontato alle autorità di aver subito ripetute violenze fisiche, botte e umiliazioni durante la convivenza con Guede, cominciata dopo la sua scarcerazione.
A supportare le dichiarazioni della vittima, il tribunale ha disposto l’intervento di un perito informatico incaricato di analizzare il contenuto del cellulare della donna. Dall’apparecchio sono emerse fotografie che documenterebbero i lividi causati, secondo la versione della giovane, dalle aggressioni subite nel corso della relazione.
Guede, dal canto suo, ha sempre negato ogni addebito. Prima della chiusura delle indagini, aveva chiesto spontaneamente di essere sentito dal pubblico ministero per proclamare la sua estraneità ai fatti contestati. Secondo quanto emerso, la relazione tra i due sarebbe durata circa un anno.
Il procedimento giudiziario ora prosegue il suo iter. Dopo anni di riflettori spenti, Rudy Guede torna a essere protagonista di un caso giudiziario complesso, che riporta l’attenzione su una figura già oggetto di forti controversie nel passato.