Un luogo dove il tempo sembra essersi fermato, dove il profumo del grasso per catene si mescola a quello delle pagine ingiallite dei cataloghi ciclistici d’epoca. È questo lo spirito con cui ha aperto nel centro storico di Città di Castello la nuova sede del Registro Storico Cicli (R.S.C.), un progetto che fonde passione, cultura e identità locale.
“Apriamo questa sede con l’idea di proporre un punto di ritrovo per gli appassionati di ciclismo e di biciclette d’epoca”, ha dichiarato Silvio Antoniucci, presidente dell’associazione, durante l’inaugurazione. Lo spazio ospita una ciclofficina, una biblioteca specializzata e un servizio di bike sharing davvero particolare: tutte le bici sono d’epoca. Si tratta di un modello unico al mondo, che permette di esplorare le vie cittadine con biciclette dotate di freni a bacchetta, grazie alla disponibilità di alcuni associati.
L’atmosfera che si respira è quella di una “riscoperta lenta”: camminare, pedalare, osservare, lasciarsi sorprendere dai dettagli dei palazzi rinascimentali e dalla storia che trapela da ogni ruota consumata. L’obiettivo è chiaro: rallentare. “Stiamo lavorando per mettere in piedi un servizio in cui chiunque potrà esplorare la città e i suoi dintorni”, ha aggiunto Antoniucci, sottolineando l’importanza di recuperare un legame autentico con il territorio.
Durante l’evento inaugurale, il pubblico ha potuto ammirare una collezione di bici storiche, tra cui un raro biciclo del 1860 appartenente a Gabrio Spapperi. Un pezzo che custodisce un’eredità familiare: il nonno Gabriele, negli anni Venti e Trenta, gestiva una ciclofficina a Lerchi con ben 11 dipendenti. Le sue “Cicli Gabriele” erano celebri tra i corridori del tempo, e alcuni atleti conquistarono con esse importanti titoli regionali e nazionali.
Un episodio commovente, ricordato con fierezza da Spapperi, collega questa officina artigianale a una figura leggendaria: “Durante la Seconda Guerra Mondiale Gino Bartali effettuò vari spostamenti tra Firenze e Assisi. Si trovava a Nuvole, alla periferia di Città di Castello, quando si rivolse a mio nonno per sistemare la sua bici”. Un intervento che, nella memoria collettiva, contribuisce a rendere viva la narrazione eroica del ciclismo.
Il Registro Storico Cicli è attivo dal 2008, e opera su scala nazionale e internazionale. Il suo compito è quello di censire e valorizzare biciclette di rilevanza storica e pubblicazioni legate al ciclismo d’epoca. Grazie a importanti donazioni, come quella di Vittorio Landucci, oggi la biblioteca vanta oltre 800 volumi, offrendo agli appassionati un patrimonio documentale senza precedenti.
Anche le istituzioni si sono unite alla celebrazione. Il sindaco Luca Secondi ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa: “Da oggi, grazie al Registro Storico Cicli, la nostra città potrà offrire opportunità uniche ed esperienze davvero originali”. Presente anche Carlo Moriconi, presidente del gruppo di lavoro della Federciclismo per la sicurezza su strada, a ribadire il valore culturale e sociale del progetto.
Il R.S.C. è oggi un punto di riferimento per collezionisti e aziende storiche come Bianchi, Atala, Maino, Umberto Dei, Wilier, Masi, Legnano, Wolsit, Perla e Gios, che hanno affidato all’associazione la custodia dei propri archivi storici. Un riconoscimento importante che conferma la qualità e la credibilità del lavoro svolto








