Filo rosso fra gli ultimi episodi di violenza a Perugia, forse una banda

Le forze dell'ordine di Perugia indagano sui collegamenti tra i recenti episodi di violenza legati allo spaccio di droga, attribuibili a un gruppo di cittadini tunisini irregolari già noti.

Squadra Mobile di Perugia e Carabinieri faranno il punto delle indagini condotte sotto il coordinamento del procuratore capo Raffaele Cantone nel tentativo di mettere a fuoco il filo conduttore che lega gli episodi di violenza degli ultimi mesi e dare un volto ai relativi responsabili. Che in molti casi, e questo è un punto ormai assodato, sono gli stessi e fanno parte dello stesso gruppo. Tutti o quasi già identificati, tutti o quasi già abbondantemente noti perché più volte fermati, arrestati o addirittura condannati, per quelle che secondo gli inquirenti sono bande composte per lo più da cittadini tunisini irregolari in Italia, che da settimane si scontrano per questioni legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Ultimo episodio quello del 13 maggio a San Sisto, quando un ventisettenne tunisino è stato gravemente accoltellato e colpito con una katana ed è scampato ad un tentativo di investimento. Gli autori dell’aggressione, per gli inquirenti che hanno lavorato sui filmati di videosorveglianza dopo il sequestro delle auto usate nel blitz, avrebbero ormai un nome e quell’episodio sarebbe la vendetta per una rissa che si era consumata dieci giorni prima in una stazione di servizio poco distante. Attimi di violenza parzialmente ripresi dalle telecamere nel corso dei quali, oltre ad un machete e ad una roncola, sarebbe comparsa anche una pistola. Un regolamento dei conti per contrasti legati allo spaccio, ha confidato agli inquirenti una fonte vicina ai due gruppi in lotta. E se i protagonisti dei due episodi sarebbero in parte gli stessi, a partire dalla vittima dell’aggressione di San Sisto, alcuni di quegli stessi nomi compaiono anche nelle inchieste per altri recenti fatti violenti. Come il raid contro il buttafuori di una discoteca di Sant’Andrea delle Fratte o l’aggressione con i bastoni in un locale etnico avvenuta appena ventiquattro ore prima e ripresa da un video poi circolato su tutte le chat della città. E poi almeno altri due casi, fra Fontivegge e il centro. Episodi che hanno scatenato la polemica politica sulla sicurezza. “Ma Perugia – ha commentato il procuratore Cantone in una intervista – non è il far west”.

Alcuni dei nomi coinvolti in questi episodi di violenza sarebbero gli stessi che compaiono in altre recenti inchieste, come il raid contro il buttafuori di una discoteca a Sant’Andrea delle Fratte e l’aggressione con bastoni in un locale etnico, quest’ultima documentata da un video diffuso online. Si aggiungono almeno altri due casi avvenuti tra Fontivegge e il centro città.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Fiamme in uno studio medico al piano superiore del punto vendita: nessun ferito, operazioni di...
Un cittadino camerunense è stato denunciato per il possesso ingiustificato di una mazza da baseball...
Un episodio di violenza ha coinvolto un cittadino albanese che ha aggredito un poliziotto durante...

Altre notizie