La scrittura come via di redenzione, capace di superare le barriere del tempo e dello spazio, è stata protagonista di un momento storico per il Premio Letterario Città di Castello. Nella sede dell’Associazione Culturale Tracciati Virtuali, promotrice dell’iniziativa, è stato assegnato il primo premio della sezione speciale “Destinazione Altrove – La scrittura come esplorazione di mondi senza tempo”, riservata ai detenuti degli istituti penitenziari italiani.
Un riconoscimento unico nel panorama nazionale, che ha visto Nicholas Lupo, ex detenuto della Casa Circondariale di Rebibbia, ricevere il premio per il suo racconto “Le cose come sono”, un testo autobiografico carico di emozioni e speranza. “Credo che ognuno di noi è fatto di luce e di buio in parti uguali – scrive Lupo – e quando sei immerso nelle tenebre puoi vedere una piccola luce dentro di te. È una piccola fiammella che vale la pena seguire perché un giorno potrebbe trasformarsi in un faro”.
Lupo ha potuto ritirare il premio di persona, grazie a una concessione straordinaria, trasformando la cerimonia in un forte momento simbolico. A sostenere il progetto, la Società Dante Alighieri, il Comune, la Regione e la Provincia di Perugia, e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP). L’iniziativa rientra in un protocollo d’intesa firmato il 28 marzo 2024, volto a incentivare la crescita umana e culturale dei detenuti.
Il promotore del concorso, Antonio Vella, ha spiegato: “Questa sezione speciale del nostro concorso è stata istituita dopo la firma del protocollo d’intesa tra la nostra Associazione, il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia e la Società Dante Alighieri. Il progetto è finalizzato a contribuire alla crescita culturale dei reclusi e al loro più completo recupero”.
Il valore del premio è stato sottolineato anche da Alessandro Masi, presidente della giuria e Segretario Generale della Società Dante Alighieri: “Un Premio letterario come quello di Città di Castello che riconosce dignità ai detenuti non è solo uno dei tanti premi esistenti in Italia, è speciale! Speciale come l’eredità che ci ha lasciato Papa Francesco che poche ore prima di morire ha voluto dedicare il suo pensiero ai detenuti di Rebibbia. Un atto evangelico scolpito nel ricordo di noi tutti”.
Durante la cerimonia sono intervenuti anche Walter Verini, Senatore e membro della Commissione Giustizia del Senato, e Benedetta Calagreti, Assessore alle Politiche Sociali. Verini ha dichiarato: “Iniziative come questa sono un contributo importante e concreto utile a sensibilizzare sulla situazione delle carceri italiane. Sono un segnale concreto per ribadire che è possibile, è giusto, è doveroso fare in modo che le giuste pene per chi ha sbagliato non significhino vendetta, ma recupero, reinserimento sociale”.
Calagreti ha aggiunto: “Una giornata straordinaria all’insegna dei diritti umani, della cultura e della promozione della lettura ad ogni livello e ambito anche quello carcerario, che mai come in questo momento ha bisogno di profondi interventi per salvaguardare la dignità delle persone”.
La giuria di altissimo profilo che ha valutato i testi provenienti da 22 istituti penitenziari italiani include, oltre a Masi, la Senatrice Giulia Bongiorno, il Senatore Walter Verini, il giornalista Osvaldo Bevilacqua, l’attrice Daniela Poggi, la giornalista Rai Benedetta Rinaldi, la professoressa Maria Borio e la scrittrice Marisol Burgio d’Aragona.
Conclusa la prima edizione della sezione speciale, gli organizzatori si preparano già all’edizione 2025, annunciando nuove attività nelle carceri: presentazioni di libri, incontri con autori, laboratori di scrittura creativa. “Saremo lieti di raccogliere le disponibilità di tutti coloro che vorranno contribuire allo sviluppo di questo progetto”, hanno affermato gli ideatori.