I consiglieri regionali di centrodestra hanno sollevato dure critiche nei confronti della presidente Stefania Proietti, accusandola di essersi attribuita meriti non propri in merito al finanziamento da 1,7 milioni di euro destinato all’ospedale San Matteo degli Infermi di Spoleto. Secondo quanto affermato in una nota congiunta, l’intervento era stato «già previsto dalla precedente giunta di centrodestra nel 2024», guidata allora da Donatella Tesei.
Il pacchetto di investimenti, spiegano i firmatari del documento — cui Paola Agabiti (FdI), Nilo Arcudi (Umbria Civica-Tesei Presidente), Enrico Melasecche (Lega), Matteo Giambartolomei (FdI), Eleonora Pace (FdI), Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia) — riguarda la messa in sicurezza delle sale operatorie, l’adeguamento tecnologico e il potenziamento delle attività ospedaliere, frutto di un lavoro pianificato dalla loro amministrazione.
«Si tratta di un intervento strutturale che il centrodestra aveva programmato con responsabilità», si legge nella nota, in cui si accusa l’attuale presidente Proietti di «riciclare» provvedimenti già approvati, trasformandoli in annunci senza concretezza. La critica si estende anche alla gestione generale della sanità: «Finora ha prodotto solo propaganda e fallimenti, come quello sulle liste di attesa che invece di azzerarsi sono raddoppiate».
Uno dei temi più contestati riguarda il Punto nascita di Spoleto, chiuso durante l’emergenza Covid dalla stessa giunta Tesei, ma che, secondo i consiglieri, Proietti aveva promesso di riaprire. La promessa però, secondo il centrodestra, è rimasta tale. «Ha illuso i cittadini, sedotto i comitati locali con promesse altisonanti», attaccano, sottolineando che durante la recente visita al San Matteo, non è stato presentato alcun cronoprogramma concreto per la riapertura.
«Una politica sanitaria improvvisata, fatta di promesse mancate e lontana anni luce dai reali bisogni dei cittadini»: così viene definita la strategia della giunta Proietti in materia sanitaria. I consiglieri rincarano la dose, parlando di «identiche bugie» anche nella ricostruzione degli ospedali di Cascia e Norcia. In particolare, denunciano il tentativo della presidente di accreditarsi come artefice di opere in realtà avviate dalla giunta precedente: «Proietti presenta quasi come fossero suoi progetti, quando invece è solo grazie alla precedente giunta se si è arrivati alla progettazione, al finanziamento e quindi all’avvio dei lavori di recupero dei due ospedali della Valnerina».