Confcommercio Assisi critica le chiusure pasquali: “Servono dialogo e accoglienza, non restrizioni”

Il presidente Di Santi lancia un appello all’amministrazione comunale: coinvolgere imprese e cittadini per gestire meglio i periodi di alta affluenza

Un malcontento diffuso tra imprenditori, cittadini e visitatori: è quanto emerso ad Assisi dopo l’introduzione delle restrizioni straordinarie al traffico adottate durante le festività pasquali e primaverili. A denunciarlo è Confcommercio Assisi, per voce del presidente Vincenzo Di Santi, che accusa l’amministrazione comunale di aver agito senza il necessario confronto con la comunità e le categorie economiche.

Secondo Di Santi, i provvedimenti messi in campo per gestire l’afflusso turistico si sono rivelati controproducenti, incidendo negativamente non solo sulla quotidianità dei residenti, ma anche sull’immagine e sulla tenuta economica delle attività commerciali. “Assisi ha dato l’impressione di chiudersi anziché aprirsi al mondo – ha commentato – quando invece l’accoglienza dovrebbe essere pensata nei minimi dettagli, specialmente nei giorni di massima affluenza”.

Limitazioni non giustificate dai dati

Le critiche non si fermano alla mancanza di condivisione. I dati sulle presenze turistiche, secondo Confcommercio, non giustificano le misure adottate. Dal periodo pasquale fino al 25 aprile, infatti, non si sono registrati aumenti significativi rispetto agli anni precedenti. Un esempio su tutti: domenica scorsa, alle 18, gli incassi registrati erano da bassa stagione, nonostante le forti limitazioni alla circolazione che avevano di fatto “blindato” la città.

Disagi diffusi e mancanza di servizi

I residenti hanno segnalato disagi nel dover giustificare ogni movimento, mentre i turisti sono rimasti bloccati per ore senza adeguate informazioni o servizi di accoglienza. L’immagine offerta da Assisi, osserva Confcommercio, è stata quella di una destinazione inospitale proprio nei momenti in cui avrebbe dovuto esprimere il massimo della propria capacità ricettiva.

Un appello per una gestione condivisa

Se gli errori commessi non si possono cancellare, l’associazione di categoria invita però a guardare al futuro in modo costruttivo. Da qui, l’appello all’amministrazione comunale per “ripensare” la gestione delle giornate da bollino rosso, coinvolgendo fin da subito cittadini, operatori economici e associazioni. L’obiettivo: trovare soluzioni condivise, basate su un sistema partecipativo e trasparente.

Anche la gestione della tassa di soggiorno è finita sotto la lente. Confcommercio propone una rivalutazione dell’utilizzo di queste risorse, per garantire investimenti mirati al miglioramento della qualità dell’accoglienza e alla fruibilità dei servizi per residenti e turisti.

Fare squadra per il futuro di Assisi

Solo facendo squadra e lavorando insieme – conclude Di Santi – potremo garantire ad Assisi la crescita che merita, coniugando rispetto delle esigenze di sicurezza con la vitalità economica e sociale”. Il messaggio è chiaro: nessuna crescita è possibile senza ascolto e collaborazione, specialmente in una città dalla forte vocazione spirituale e turistica come Assisi.

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