Papa Francesco si è spento all’alba del Lunedì dell’Angelo, il 21 aprile 2025, alle ore 7:35. Aveva 88 anni. La notizia è stata diffusa ufficialmente pochi minuti prima delle 10 del mattino, scatenando un’ondata di commozione in tutto il mondo cattolico. Il suo pontificato, cominciato il 13 marzo 2013, si è concluso dopo dodici anni esatti di servizio alla Chiesa e ai fedeli.
«Abbiamo visto la sua fragilità, ma ora ci sentiamo orfani», ha dichiarato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, Renato Boccardo, colto dalla notizia mentre era «in pellegrinaggio giubilare verso la piccola chiesa della Madonna di Panico». Boccardo ha ricordato con emozione gli ultimi momenti pubblici del Papa: «Lo abbiamo visto ieri, in un ultimo slancio di generosità, attraversare piazza San Pietro».
Numerose le testimonianze di affetto e cordoglio. Monsignor Ivan Maffeis, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, ha sottolineato come Papa Francesco sia rimasto fedele alla sua missione fino all’ultimo istante: «È rimasto al suo posto fino all’ultimo giorno, testimoniando la gioia del Vangelo». Maffeis ha disposto che alle 11 di lunedì 21 aprile le campane delle chiese dell’Arcidiocesi suonassero a morto, e che martedì 22 aprile si celebri una Messa di suffragio in tutte le parrocchie. Lui stesso presiederà l’eucaristia nella cattedrale di San Lorenzo a Perugia, alle ore 18.
Un legame profondo con l’Umbria
Durante il suo pontificato, Papa Francesco ha visitato l’Umbria in sette occasioni, dimostrando un legame profondo con questa terra. Quattro volte è stato ad Assisi, città simbolo del suo pontificato. La prima visita risale al 4 ottobre 2013, per la Giornata mondiale per la pace: in quell’occasione pregò sulla tomba di San Francesco, pranzò con i poveri e incontrò il clero e i giovani umbri.
Il 4 agosto 2016 tornò alla Porziuncola nella Basilica di Santa Maria degli Angeli per la festa del Perdono. Due mesi dopo, il 4 ottobre, visitò le zone terremotate del Centro Italia, tra cui Norcia e la frazione di San Pellegrino, tra le più colpite dal sisma.
Tra gli altri momenti significativi, si ricorda la firma dell’enciclica “Fratelli tutti” ad Assisi, nell’ottobre 2020, e la sua ultima visita umbra il 24 settembre 2022 per l’evento “Economy of Francesco”. Fu lui inoltre a creare “Il cortile di Francesco”, l’incontro che ogni anno riunisce giovani economisti per costruire un futuro sociale e sostenibile.
L’11 gennaio 2019, poi, Papa Francesco ha compiuto una visita a sorpresa alle monache clarisse di Santa Maria in Vallegloria di Spello, che all’improvviso si sono viste comparire il Pontefece alla porta del Monastero
Un incontro simbolico con Terni
Sebbene non abbia mai visitato Terni, Papa Francesco aveva espresso vicinanza alla città in un momento cruciale. Il 31 agosto 2014, un gruppo di operai dell’Ast partecipò all’Angelus in piazza San Pietro per denunciare i 500 esuberi annunciati dall’azienda. Insieme a loro, il vescovo appena insediato Giuseppe Piemontese. Esponevano uno striscione: “In difesa della dignità dei lavoratori dell’acciaieria di Terni”.
Pochi mesi prima, il Papa aveva rivolto un messaggio diretto alla diocesi di Terni-Narni-Amelia in occasione dei 130 anni dalla fondazione dell’Ast: «Ai lavoratori e ai fedeli ternani, la mia preghiera e la mia solidarietà», disse. Era il 20 marzo e si avviava alla conclusione il mandato di monsignor Ernesto Vecchi come amministratore apostolico.
Una vita spesa per gli ultimi
In tutte le sue visite, Papa Francesco ha lasciato un segno profondo, testimoniando una Chiesa aperta, vicina agli emarginati, capace di accogliere le sofferenze. Come ha ricordato Maffeis, «la sua parola, i suoi segni, la sua vicinanza ai poveri, fino alla visita ai carcerati di pochi giorni fa, restano per tutti un forte richiamo».
Con la sua morte, la Chiesa perde un padre, un pastore e un uomo che ha saputo incarnare lo spirito di San Francesco nel nostro tempo.