Un uomo di 45 anni, Massimiliano Mulas, è stato fermato dai Carabinieri di Mestre con la grave accusa di aver compiuto un abuso sessuale ai danni di una bambina di soli 11 anni. L’aggressione sarebbe avvenuta nel pomeriggio di giovedì, nei pressi di un istituto scolastico della città.
Le rapide indagini condotte dagli investigatori dell’Arma hanno permesso di rintracciare l’uomo nella notte tra giovedì e venerdì. Originario di Tempio Pausania, in Sardegna, Mulas si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio ed intanto è stato immediatamente sottoposto a fermo di indiziato di delitto e ora si trova in carcere, in attesa delle decisioni dell’autorità giudiziaria.
L’uomo aveva appena finito di scontare una condanna per stupro a Perugia, dove aveva violentato una quattordicenne. Poi il trasferimento a Cuneo e ora la nuova agghiacciante violenza.
L’agghiacciante sequenza, ricostruita grazie alla testimonianza della vittima e dell’amica, ha avuto inizio quando la ragazzina, a bordo di un tram, si è accorta di essere pedinata dall’uomo. Intimorita, una volta scesa dal mezzo pubblico e incamminatasi verso casa, ha tentato di allertare telefonicamente un’amica, con la quale aveva stabilito un codice di emergenza.
La speranza di essere al sicuro una volta raggiunta la porta di casa si è infranta tragicamente. Proprio mentre la giovane inseriva le chiavi nella serratura, Mulas l’ha aggredita con violenza, spingendola all’interno dell’abitazione. L’aggressore, presumibilmente intuendo l’assenza di altri presenti grazie alla conversazione telefonica, ha immobilizzato la bambina e consumato la violenza.
Le urla disperate della vittima, udite chiaramente dall’amica al telefono, avrebbero allarmato una terza persona, residente nelle vicinanze, che si sarebbe avvicinata all’abitazione. Tuttavia, all’arrivo delle forze dell’ordine, Mulas si era già dileguato.
La sua fuga è durata poco. L’uomo è stato rintracciato poco dopo e condotto nuovamente dietro le sbarre, ancora una volta con la pesantissima accusa di violenza sessuale.
Il passato di Massimiliano Mulas è un inquietante susseguirsi di episodi di violenza. Già nel 2006, sempre in Veneto, era stato condannato a 8 anni di reclusione per aver aggredito e violentato o tentato di farlo due studentesse nel Padovano, con un modus operandi simile: bloccare le vittime all’ingresso delle loro abitazioni e minacciarle con un coltello per costringerle ad entrare.
Ancora prima, Mulas aveva scontato una pena di 4 anni e mezzo per violenza sessuale e rapina ai danni di una turista a Pieve di Cavalese, in Trentino. Poi appunto l’episodio di Perugia. Originario di Tempio Pausania, in Sardegna, Mulas si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio.