La plastica che invade fiumi, laghi e mari è una minaccia sempre più urgente per gli ecosistemi naturali e la salute pubblica. Ogni anno, secondo le stime globali, tra 9 e 23 milioni di tonnellate di rifiuti plastici raggiungono gli ambienti acquatici, mentre altre 13-25 milioni di tonnellate finiscono nei sistemi terrestri. Un’emergenza ambientale su scala planetaria che in Europa trova uno dei suoi punti più critici nel bacino del Mar Mediterraneo, che riceve oltre un terzo dei rifiuti plastici fluviali del continente.
Italia tra i maggiori contributori di rifiuti plastici nel Mediterraneo
Secondo i dati dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), nel Mediterraneo si accumulano oltre un milione di tonnellate di plastica. Tra i principali Paesi responsabili, l’Italia è seconda solo alla Turchia, contribuendo con l’11,3% dei macro-rifiuti trasportati dai fiumi. E il problema non si limita agli ecosistemi marini: anche i sistemi fluviali subiscono gravi danni, dall’ostruzione delle infrastrutture idrauliche all’alterazione della biodiversità.
Plasticentro: barriere galleggianti e volontari per fermare i rifiuti
Per contrastare questo fenomeno è stato lanciato Plasticentro, progetto sperimentale coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Centrale, con il supporto di partner scientifici e istituzionali come ENEA, ARPA Umbria, ARPA Lazio e Legambiente. L’obiettivo è ridurre l’inquinamento da plastiche nei corsi d’acqua dei fiumi Tevere, Aniene e Tronto, attraverso azioni sul campo, monitoraggi e sensibilizzazione.
Una delle misure cardine sarà l’installazione di barriere galleggianti trasversali alla corrente dei fiumi, pensate per intercettare e convogliare i rifiuti galleggianti verso le sponde, dove saranno raccolti, selezionati e avviati al recupero. Le barriere saranno ancorate a corpi morti, segnalate da boe lampeggianti e sorvegliate per garantire la sicurezza della navigazione.
Pulizia e volontariato: il Tevere riparte da Perugia
Il progetto ha mosso i primi passi concreti con l’iniziativa ambientale del 6 aprile a Ponte San Giovanni, Perugia, in occasione della 35ª edizione di “Spiagge e fondali puliti”. Decine di volontari e volontarie del circolo Legambiente Perugia e Valli del Tevere hanno ripulito le sponde del Tevere, raccogliendo 13 sacchi di rifiuti tra plastica, vetro, carta e indifferenziato. Un’azione concreta che ha mostrato il potenziale del volontariato ambientale nella lotta all’inquinamento.
Secondo Martina Palmisano, vicepresidente di Legambiente Umbria, “i rifiuti nei sistemi fluviali ostruiscono le fognature e aumentano il rischio di alluvioni nelle aree urbane. Con Plasticentro vogliamo rafforzare il nostro impegno per la tutela degli ecosistemi fluviali, coinvolgendo cittadini e istituzioni”.
Focus su microplastiche e river litter
Il circolo Legambiente di Perugia, prima dell’evento, ha condotto un’indagine di river litter che ha confermato la prevalenza di frammenti plastici tra 2,5 e 50 cm, segno di una dispersione estesa ma anche subdola, che rischia di sfuggire al controllo. Il progetto punta quindi non solo a raccogliere rifiuti, ma anche a educare e sensibilizzare la popolazione, promuovendo buone pratiche per la riduzione dell’uso della plastica.
Un partenariato ampio per una sfida condivisa
Plasticentro coinvolge, oltre ai partner principali, numerosi attori territoriali: Regioni Umbria, Lazio, Marche e Abruzzo, enti gestori, consorzi idrici, università e la Capitaneria di Porto di Roma. Una rete estesa che rafforza la capacità del progetto di intervenire in maniera capillare e coordinata.