Il tribunale di Perugia si prepara ad accogliere, il prossimo 16 giugno, un’udienza a porte chiuse che vedrà due uomini di origine albanese, zio e nipote rispettivamente di 70 e 35 anni, comparire davanti al giudice con l’accusa di violenza sessuale. La vittima, un adolescente che si identifica come uomo pur essendo nata donna, e che sta affrontando un percorso di transizione di genere, ha denunciato di aver subito abusi sessuali la scorsa estate.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima avrebbe accettato un passaggio da uno dei due imputati all’uscita di una discoteca, per poi essere condotta contro la propria volontà in un appartamento in zona Pievaiola. Qui, sempre secondo la denuncia, sarebbero iniziate le violenze, protrattesi per circa due ore.
Il 35enne imputato ha dichiarato che il rapporto sarebbe stato consensuale, versione però smentita dalla Procura di Perugia, che ha raccolto elementi a sostegno della tesi della violenza. La vittima, infatti, non aveva mai avuto rapporti intimi con uomini e ha sempre manifestato attrazione per le donne.
Gli avvocati difensori dei due imputati, Daniela Paccoi, Guido Maria Rondoni e Laura Filippucci, hanno optato per il rito abbreviato, una scelta processuale che, in caso di condanna, comporterà uno sconto di un terzo della pena.
L’udienza del 16 giugno si svolgerà a porte chiuse, nel rispetto della delicatezza della vicenda e della tutela della vittima.