Fontivegge resta al centro dell’attenzione politica dopo gli ultimi episodi di cronaca. Lorenzo Mattioni, segretario della Lega Perugia, e Paola Fioroni, prima firmataria della modifica al Testo Unico del Commercio, chiedono al sindaco Andrea Ferdinandi di adottare la legge regionale che consente ai Comuni di intervenire sui locali etnici ritenuti fonte di problemi per l’ordine pubblico.
“Uno degli strumenti utili a risolvere le criticità del quartiere è contenuto nella nuova legge regionale voluta dalla Lega”, spiegano Mattioni e Fioroni. “Grazie a questa normativa, il Comune può individuare zone sensibili e intervenire preventivamente e successivamente sulle attività commerciali”.
Una legge per chiudere o limitare le attività commerciali problematiche
La normativa in questione, approvata nella scorsa legislatura, permette ai Comuni di regolare aperture, orari e vendita di alcolici nei locali situati in aree sensibili. “Non servono soluzioni improvvisate: basta applicare le regole esistenti”, insistono i due esponenti della Lega.
Secondo la legge, è possibile intervenire qualora si riscontrino motivazioni legate alla sicurezza pubblica, alla tutela dei consumatori e alla qualità della vita urbana. In questo modo, il Comune avrebbe la possibilità di chiudere o imporre restrizioni ai locali che creano problemi di ordine pubblico.
Attacco all’amministrazione comunale
Mattioni e Fioroni criticano duramente l’operato dell’amministrazione comunale, accusandola di scarsa attenzione verso la sicurezza dei cittadini. “Dopo aver tolto il taser agli agenti, smantellato il presidio di polizia e cancellato le norme contro l’accattonaggio molesto, Ferdinandi ha ora l’opportunità di fare la prima cosa giusta per Fontivegge”, dichiarano.
Per i due esponenti della Lega, la situazione del quartiere è aggravata dalla presenza di “alcuni locali etnici che la sinistra definisce di intrattenimento, ma che in realtà rappresentano un problema per l’ordine pubblico”. Da qui la richiesta di un intervento immediato: “Il sindaco deve usare gli strumenti che ha a disposizione per garantire ai cittadini sicurezza e tranquillità”.
La questione accende il dibattito sulla gestione della sicurezza urbana e sul ruolo delle amministrazioni locali nel monitorare e regolamentare le attività commerciali in contesti ritenuti problematici.