Le organizzazioni SUNIA CGIL Umbria, SICET CISL Umbria, UNIAT UIL Umbria e Unione Inquilini Umbria (con i segretari (Rossano Iannon, Gino Bernardini, Gianluca Ciambelli, Aurel Ribac), in una nota, accolgono positivamente la proposta di modifica della Legge Regionale 23/2003, ritenendola un primo passo verso un sistema di assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica (ERP) più giusto e funzionale. Tuttavia, ritengono che questa revisione non debba fermarsi qui: “Si tratta di un primo restyling della legge che dovrà necessariamente evolvere in una ristrutturazione più organica”.
Superati i criteri discriminatori sulla residenza e sugli immobili all’estero
Le modifiche introdotte vanno a correggere alcune delle criticità segnalate negli ultimi anni dalle stesse organizzazioni. Tra queste, il requisito di residenza prolungata per l’accesso agli alloggi ERP, dichiarato incostituzionale dalla Corte Costituzionale perché in contrasto con i principi di eguaglianza e ragionevolezza. “Abbiamo difeso con fermezza questo principio negli ultimi cinque anni e oggi la Corte conferma che la nostra battaglia era fondata”, sottolineano le associazioni.
Un altro aspetto chiave della riforma è l’eliminazione della verifica del possesso di immobili all’estero, una misura che ha creato in passato ostacoli burocratici insormontabili. “Numerose ambasciate hanno dichiarato di non poter certificare queste informazioni, trasformando un requisito di verifica impossibile in un ostacolo che ha bloccato l’assegnazione delle case a chi ne aveva diritto”, evidenziano le organizzazioni.
Stop all’esclusione basata su precedenti penali
Un altro elemento significativo della riforma è l’abolizione del requisito relativo ai precedenti penali passati in giudicato, introdotto dalla precedente legislatura con finalità più ideologiche che pratiche. “Questa norma ha finito per negare un diritto fondamentale a interi nuclei familiari, colpendo non solo chi aveva già saldato il proprio debito con la giustizia, ma anche i suoi familiari”, affermano le associazioni. Una misura che ha violato il principio costituzionale della responsabilità penale personale, secondo cui “le colpe dei padri non devono ricadere sui figli”.
Maggiore equità nell’accesso alla casa
Le organizzazioni sottolineano l’importanza di criteri oggettivi basati sulle reali condizioni di bisogno, eliminando barriere burocratiche e garantendo tempi più rapidi per l’assegnazione degli alloggi ERP. “La verifica degli immobili all’estero ha solo complicato le procedure, bloccando le assegnazioni invece di agevolarle”.
Per questi motivi, SUNIA Umbria, SICET Umbria, UNIAT Umbria e Unione Inquilini Umbria ribadiscono la propria disponibilità a partecipare al confronto per una riforma più ampia e strutturale. “Porteremo avanti le nostre proposte affinché la legge garantisca davvero il diritto alla casa, in nome di equità, giustizia sociale e dignità delle persone”.