Negli ultimi anni, Ater Umbria ha trasformato profondamente la sua missione, evolvendosi da semplice ente di gestione del patrimonio immobiliare a un operatore che coniuga servizi abitativi e welfare. Questo cambiamento mira a rispondere in modo efficace alle necessità abitative di nuclei familiari in condizioni socioeconomiche fragili, garantendo al contempo un equilibrio economico-finanziario.
Per divulgare e analizzare il valore economico e sociale generato, Ater Umbria ha collaborato con SDA Bocconi allo sviluppo del progetto di ricerca “Il valore generato da Ater Umbria: una prospettiva integrata”. I risultati sono stati presentati nel corso di un convegno presso l’Aula Magna dell’Università degli Studi di Perugia, un’occasione di confronto tra istituzioni e attori del settore.
Il valore di Ater Umbria per il territorio
La ricerca, condotta attraverso focus group, questionari e analisi dati, ha valutato l’impatto di Ater Umbria su tre livelli principali: il territorio, la rete istituzionale e gli inquilini. Tra i risultati emersi, spiccano il contributo al sostegno economico del territorio, la gestione attiva del patrimonio abitativo come leva di protezione sociale e la promozione della sicurezza abitativa e dell’inclusione sociale.
L’indagine ha coinvolto 42 partecipanti in focus group e 406 persone in questionari, utilizzando strumenti qualitativi e quantitativi per misurare il valore sociale, economico e abitativo generato. Ater Umbria si è distinta per la capacità di attrarre e gestire risorse pubbliche, sostenendo anche il terzo settore e collaborando con i Comuni per garantire risposte efficienti alle esigenze emergenti.
Interventi e collaborazioni istituzionali
Emiliano Napoletti, Presidente di Ater Umbria, ha sottolineato come l’ente stia perseguendo una missione che va oltre la semplice gestione edilizia: “La casa non è solo un luogo fisico, ma rappresenta sicurezza, dignità e opportunità di inserimento sociale”, ha dichiarato. Napoletti ha rimarcato l’importanza di un sistema pubblico capace di affrontare le sfide abitative in modo integrato, con attenzione all’impatto sociale.
L’Assessora Costanza Spera del Comune di Perugia ha evidenziato la necessità di lavorare in sinergia tra enti pubblici, affermando che “il diritto all’abitare è un tema cruciale e attuale”, mentre Giovanni Maggi, Assessore del Comune di Terni, ha sottolineato il ruolo di Ater come ente innovativo, capace di combinare sostenibilità economica e attenzione sociale.
Una ricerca che guarda al futuro
Raffaella Saporito, docente di SDA Bocconi, ha illustrato l’importanza metodologica della ricerca: il modello adottato può essere replicato in altri contesti, contribuendo a rafforzare le politiche abitative. La gestione del patrimonio abitativo regionale è stata descritta come una leva strategica per lo sviluppo socioeconomico, capace di generare valore per inquilini, territorio e istituzioni.
Gli elementi riconosciuti di valore includono:
- Risposta al bisogno abitativo per le fasce vulnerabili;
- Sostegno economico ai Comuni e attrazione di risorse pubbliche;
- Integrazione sociale e radicamento sul territorio;
- Collaborazione con il terzo settore e con gli attori istituzionali.
Conclusioni e prospettive
L’evento ha rappresentato un momento di confronto per tracciare nuove direttrici di sviluppo delle politiche abitative, rafforzando il ruolo di Ater Umbria come attore centrale nella gestione della casa e nell’inclusione sociale. Il progetto ha posto le basi per una strategia territoriale integrata, in grado di rispondere efficacemente alle esigenze della cittadinanza e di valorizzare l’impatto pubblico dell’edilizia residenziale.