Rifiuti pericolosi in Umbria: scoperte tre aree di stoccaggio illecito

Operazioni su larga scala hanno portato alla scoperta di discariche abusive in Umbria e Lazio.

Le recenti operazioni condotte dal Reparto Operativo Aeronavale e dal Comando Provinciale di Perugia hanno messo in luce una grave emergenza ambientale. Tre aree di stoccaggio illecito di rifiuti sono state individuate in Umbria, precisamente a Spoleto e Umbertide. L’intervento, che si è avvalso anche del supporto aereo, si è esteso a diverse località del Lazio, portando al sequestro di ulteriori discariche abusive.

A Spoleto sono state scoperte due aree di dimensioni significative: una di tremila metri quadrati e l’altra di quattromila metri quadrati. In queste zone sono stati rinvenuti oltre 200 veicoli con parti meccaniche smontate e circa 160 tonnellate di rifiuti pericolosi, abbandonati senza alcuna autorizzazione. A Umbertide, invece, su un’area di 6.400 metri quadrati, sono state trovate circa 2.000 tonnellate di rifiuti ferrosi non autorizzati, una quantità che evidenzia la vastità del fenomeno.

Le operazioni non si sono fermate all’Umbria. Grazie alla collaborazione con la Sezione Aerea di Pratica di Mare, sono state utilizzate elicotteri AW 139 per monitorare altre regioni. In Lazio, in comuni come Pomezia, Ladispoli, San Felice Circeo, Nepi e Gallese, sono state scoperte otto discariche abusive, distribuite su una superficie complessiva di 32.000 metri quadrati. Queste aree sono state immediatamente poste sotto sequestro, segnando un passo importante nella lotta contro il crimine ambientale.

Le operazioni di controllo e repressione, che hanno coinvolto risorse e personale specializzato, confermano la necessità di intensificare gli sforzi contro le attività illegali legate alla gestione dei rifiuti. L’abbandono indiscriminato di materiali pericolosi rappresenta una minaccia seria per l’ambiente e la salute pubblica, e questi risultati dimostrano l’importanza di un monitoraggio costante.

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