Regione Umbria: parere non favorevole al progetto di impianto fotovoltaico a Bevagna

La commissione tecnica regionale boccia il progetto per motivi paesaggistici e ambientali, salvaguardando la terra del Sagrantino

La Regione Umbria ha espresso parere negativo sul progetto dell’impianto fotovoltaico da 30 ettari proposto da Sgg Bevagna nella località Cantalupo. La decisione, presa dalla commissione tecnica regionale per le valutazioni ambientali, si basa su un’analisi dettagliata che ha evidenziato “incompatibilità ambientale e paesaggistica”, con particolare attenzione al contesto agricolo e naturale di pregio in cui si sarebbe dovuto collocare.

Le ragioni del “no”

L’impianto, della potenza prevista di 27,06 MWp, avrebbe occupato una superficie significativa in un’area destinata alla produzione di vino Docg Montefalco Sagrantino e olio Dop Extravergine di oliva Umbria Colli Martani. La Regione, in una nota ufficiale, ha sottolineato che il progetto avrebbe avuto un impatto rilevante sul paesaggio, classificato come di “elevato valore naturalistico e panoramico”. Gli esperti ritengono che la realizzazione di un simile impianto avrebbe comportato l’artificializzazione del territorio e la compromissione del paesaggio agricolo e rurale, alterando funzioni ecologiche, storiche, culturali e simboliche.

A queste criticità si aggiungono le perplessità relative alla mancanza di dettagli tecnici fondamentali, come il posizionamento della stazione elettrica e il tracciato dell’elettrodotto. La commissione ha ritenuto che l’assenza di informazioni precise sulle opere di connessione alla rete elettrica impedisse una valutazione completa delle ripercussioni ambientali e paesaggistiche.

Le preoccupazioni degli esperti

Tra i motivi del rifiuto, figurano anche le proposte di mitigazione dell’impatto visivo, giudicate “inefficaci” dagli esperti regionali. Queste carenze progettuali hanno ulteriormente alimentato i timori sull’alterazione del paesaggio e sugli effetti a lungo termine per il territorio. Inoltre, non è stato escluso un potenziale impatto sul rischio idraulico e idrogeologico, data la vicinanza ai fiumi Topino e Clitunno e al lago dell’Aiso.

Già in precedenza, il progetto aveva incontrato l’opposizione del Comune di Bevagna e della Provincia di Perugia, che avevano espresso pareri negativi. La Regione ha quindi confermato questa linea, ribadendo l’importanza di uno sviluppo sostenibile compatibile con la tutela del patrimonio naturale e culturale dell’Umbria.

Il bilanciamento tra transizione ecologica e tutela del territorio

L’assessore regionale all’ambiente, Thomas De Luca, ha sottolineato come la Regione Umbria consideri prioritario il raggiungimento degli obiettivi della transizione ecologica, ma ha ribadito che questa deve essere “governata”. L’assenza di strumenti per la definizione delle aree idonee e non idonee alla realizzazione di impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta una lacuna che deve essere colmata.

La giunta regionale ha annunciato che lavorerà per approvare un piano paesaggistico regionale che fornisca linee guida chiare per lo sviluppo di progetti energetici sostenibili. Il dialogo tra innovazione tecnologica e salvaguardia del territorio è, infatti, cruciale per garantire uno sviluppo equilibrato e rispettoso delle risorse naturali e culturali.

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