Due giovani perugini sono sotto processo con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una diciottenne. I fatti risalgono al 2021, nei pressi dello stabilimento balneare “Ciao Ciao” a Tuoro sul Trasimeno. Secondo quanto riportato, la giovane sarebbe stata palpeggiata in spiaggia e successivamente costretta a subire atti sessuali sul sedile posteriore di un’auto, durante il viaggio di ritorno verso Perugia. Ne riferisce Umbria24.
La Procura contesta agli imputati l’aggravante dell’uso di sostanze alcoliche, sostenendo che uno dei due avrebbe indotto la ragazza a consumare diversi bicchieri di Amaro del Capo, spacciandolo per thè. La presunta vittima ha raccontato di essere stata manipolata e abusata contro la sua volontà, confermando che l’alcol sarebbe stato utilizzato per diminuirne le difese.
Le testimonianze
Il processo è in corso presso il tribunale collegiale di Perugia, dove questa mattina sono state ascoltate due amiche della presunta vittima. Entrambe sono state contattate dalla diciottenne poche ore dopo i fatti, e le loro testimonianze potrebbero contribuire a ricostruire quanto accaduto.
Gli imputati, accusati a vario titolo, dovranno rispondere di violenza sessuale aggravata dall’uso di alcolici. Le indagini hanno cercato di accertare il ruolo dei due giovani, uno dei quali avrebbe insistito affinché la ragazza consumasse ripetutamente la bevanda alcolica, alterandone la capacità di opporsi.
L’impatto del caso
Questo episodio ha destato grande indignazione, mettendo in luce ancora una volta la vulnerabilità delle giovani vittime di violenza e l’uso di sotterfugi per ridurne la capacità di reagire. La gravità delle accuse e il coinvolgimento di alcolici come strumento per facilitare l’abuso rappresentano un’aggravante importante per la giustizia.