Proseguono serrate le indagini per chiarire le circostanze che hanno portato alla tragedia del 4 gennaio a Gaifana di Gualdo Tadino, quando Daniele Bordicchia, guardia giurata di 38 anni ha sparato alla moglie Eliza Stefania Feru, 30 anni appena compiuti, romena ma da anni residente in Italia.
Secondo quanto emerge, i due, sposati lo scorso maggio, erano già in crisi e nonostante fossero tornati tre mesi fa dal viaggio di nozze in Egitto, sulla relazione c’era già l’ombra di una possibile separazione: una possibilità che l’uomo non riusciva ad accettare. Emergono intanto dettagli sul gesto: un solo colpo sparato alla donna con la pistola di ordinanza, che non le ha lasciato scampo. Bordicchia invece, si è sparato alla tempia, subito dopo nella camera da letto Il decesso dei due è avvenuto attorno alle 20 e le 24 del 4 gennaio, quando non c’era nessuno in casa ma saranno le autopsie a delineare il quadro preciso. A scoprire- nella prima mattina del 5 Gennaio- i corpi sono stati la mamma e la sorella di lui: non avendo avuto risposte alle chiamate, hanno raggiunto l’abitazione della coppia per portare a spasso i loro cani come facevano normalmente e hanno scoperto i cadaveri al primo piano della villetta bifamiliare.
Dalle prime indiscrezioni il profilo che si staglia è quello di una coppia già in crisi: gli amici raccontano di litigi sempre più frequenti. Anche se la donna non aveva mai sporto denuncia e non si era mai rivolta a centri antiviolenza.
Il cordoglio della presidente di Regione e del sindaco
La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha espresso il suo profondo dolore e la necessità di azioni concrete per affrontare questa emergenza sociale.
“Difficile trovare le giuste parole di fronte a un evento così tragico che ha scosso la nostra comunità”, ha dichiarato Stefania Proietti, evidenziando la gravità dell’accaduto. L’episodio di violenza, che ha avuto un epilogo drammatico, mette in evidenza la necessità di affrontare un problema che colpisce non solo le famiglie direttamente coinvolte, ma l’intero tessuto sociale.
La presidente Proietti ha sottolineato che la violenza di genere e in ambito familiare rappresenta uno dei problemi più gravi della nostra epoca, chiedendo uno sforzo collettivo per contrastarlo. “La violenza di genere e in famiglia – ha affermato – è uno dei più grandi problemi sociali attuali, che ci interroga tutti sulle cause e obbliga ognuno, a partire dalle istituzioni, a fare la propria parte”.
“Non c’è più tempo da perdere ed è sempre più urgente intensificare i momenti di riflessione e confronto sul tema della prevenzione in primis, per arginare un fenomeno doloroso e complesso che tocca in maniera trasversale tutte le fasce sociali e che, sempre più spesso, viene riconosciuto troppo tardi”, ha aggiunto la presidente.
Proietti ha poi ribadito l’impegno della Regione Umbria nell’implementare politiche che possano contrastare la violenza e sostenere le vittime. Tra queste, particolare attenzione è rivolta alla rete di protezione delle donne, per garantire un supporto immediato nei momenti di maggiore vulnerabilità.
La presidente ha sottolineato anche un altro aspetto cruciale: la necessità di interventi mirati per coloro che si rendono responsabili di comportamenti violenti. “Sicuramente – ha evidenziato – la mia azione di governo sarà volta a sostenere la rete di protezione delle donne per consentire un intervento tempestivo alle prime avvisaglie di violenza nell’ambito delle relazioni che vivono momenti di crisi. Ma dovrà essere anche volta ad implementare l’azione dei centri per la fuoriuscita degli uomini dalla violenza perché è necessario pensare percorsi ad hoc per chi agisce in modo violento”.
“Una tragedia che colpisce un’intera comunità”, ha detto il primo cittadino gualdese Massimiliano Presciutti. “Due ragazzi giovani – ha aggiunto – tra l’altro con un lavoro entrambi. Niente lasciava presagire un epilogo di questa natura. E’ un momento di grande sgomento”,
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