Thomas De Luca, neo assessore regionale all’ambiente parla al Corriere dell’Umbria e traccia un quadro programmatico del lavoro da fare. Ma prima di tutto rassicura le imprese. Contro la sua delega si era infatti scagliata una fetta dell’imprenditoria regionale, particolarmente a Terni.
Lui risponde:”La sana imprenditoria umbra troverà in me un alleato e una porta spalancata, non un nemico; chi vuole fare speculazioni e predazioni territoriali sulla plle di cittadini e laovratori invece no. Sono responsabile delle mie azioni non di eventuali preconcetti, sono convinto che la sostenibilità e la rigenerazione urbana siano fattori di sviluppo economicoa, determinanti per la competitività della regione. Non parlo di una questione estetica ma economica: investire concretamente sulla transizione energetica, vuol dire ridurre i costi per imprese e famiglie in tempi ragionevoli e credibili. Stessa cosa per l’economia circolare. Inoltre, un quadro normativo certo e definito è il presupposto migliore per garantire alle aziende un contesto affidabile e sicuro per gli investimnenti”.
Poi parla dei grandi dossier ambientali, in particolare sul ternano ma non solo visto che c’è da fare i conti anche con gli inceneritori paventati nel perugino e del dissesto idrogeologico: “Vogliamo uscire dalla logica delle emergenze e invertire il paradigma: prima legiferare, poi programmare e pianificare, attuare con feremezza e valutare le politiche per migliorarle. Il nostro piano energetico è datato 2004, vi sembra normale? Contestualmente, mentre si inneggia a moratorie contro le rinnovabili, non è mai stato approvato un piano paesaggistico per tutelare il territorio umbro. Ma la prima sfida sarà ovviamente la revisione del piano rifiuti: dobbiamo agire velocemente e con determinazione per rimettere sui binari una situazione fuori controllo determinata da una pianificazione fallimentare che metteva al centro l’inceneritore e sui gravi ritardi accumulate. E serve dare risposte su temi fermi come le bonifiche, la prevenzione del rischio alla luce dei mutati scenari climatici, il risanamento delle matrici ambientali, gli inquinanti emergenti come gli Pfas e le microplastiche nelle acque”