Tre cittadini tunisini, due dei quali minorenni, sono stati identificati come i presunti autori dell’aggressione a un trentunenne marocchino avvenuta nella serata di giovedì a Fontivegge, . La violenza, ripresa dalle telecamere di sorveglianza e diffusa sui social, ha portato il sostituto procuratore Gennaro Iannarone a formulare l’accusa di tentato omicidio.
Nel video di circa due minuti e mezzo, l’uomo viene colpito ripetutamente alla testa con una bottiglia e preso a calci e pugni anche quando è ormai a terra, riverso in una pozza di sangue. La vittima, un ricercatore universitario senza precedenti penali, è stata soccorsa dal 118 e trasportata all’Ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia, dove è stata dimessa con una prognosi di 30 giorni per ferite al volto e alla testa.
L’identificazione degli aggressori è avvenuta grazie alle immagini della videosorveglianza e alla testimonianza della vittima, che ha riconosciuto almeno due dei suoi aggressori tra le foto segnaletiche. Gli investigatori della squadra Mobile di Perugia e i carabinieri hanno lavorato congiuntamente per risalire ai responsabili.
Inoltre, uno degli aggressori, fermato nella stessa serata per un’altra rissa, avrebbe confessato il proprio coinvolgimento nel pestaggio, scaturito per futili motivi legati, presumibilmente, all’eccessivo consumo di alcol. La sua ammissione, insieme ai filmati delle telecamere e alle testimonianze raccolte, ha fornito ulteriori riscontri per ricostruire i fatti.
L’episodio sottolinea ancora una volta la criticità della zona di Fontivegge, già nota per episodi di criminalità e degrado: un comitato civico da tempo è in azione per cercare di tenere alta l’attenzione sull’area attorno alla stazione. Le autorità stanno intensificando i controlli per garantire maggiore sicurezza e prevenire ulteriori episodi di violenza.
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