Le mafie italiane, quarta “industria” del Paese con un giro d’affari stimato in 40 miliardi di euro, hanno esteso le loro attività alle imprese umbre. Nonostante il contesto regionale non sia tra i più critici a livello nazionale, emergono segnali preoccupanti. Secondo l’ufficio studi della Cgia di Mestre, 1.295 imprese su un totale di 77.967 in Umbria sono potenzialmente legate a organizzazioni mafiose. Nella provincia di Perugia si contano 988 attività sospette su oltre 59.000, mentre in quella di Terni il numero è di 307 su oltre 18.000 (per entrambe una percentuale attorno al 2 percento).
Un ulteriore indicatore della penetrazione mafiosa in Umbria è rappresentato dall’aumento delle denunce per estorsione. Dal 2013 al 2023, le querele nella regione sono cresciute del 53 percento, passando da 90 a 138 casi. Questo incremento si concentra interamente nella provincia di Perugia, dove i casi registrati sono quasi raddoppiati, passando da 58 nel 2013 a 115 nel 2023 (+98 percento). A Terni, invece, si registra un’inversione di tendenza, con una riduzione delle denunce da 32 a 23 nello stesso periodo (-28 percento): è una delle nove province col dato in negativo
La conferma di questa situazione arriva da dati autorevoli: la Banca d’Italia e la Direzione nazionale antimafia sottolineano la presenza di infiltrazioni mafiose nel tessuto economico umbro. Tuttavia, è importante precisare che il legame tra le imprese individuate e le organizzazioni criminali può essere confermato solo al termine di un procedimento giudiziario.
Nonostante ciò, le mafie rappresentano un fenomeno economico di portata nazionale, con una capacità di infiltrazione che supera le risorse stanziate per la legge di bilancio dello Stato. Questo rafforza la necessità di mantenere alta l’attenzione anche in contesti meno esposti, come l’Umbria, dove tuttavia si osservano segnali di crescita preoccupanti di alcune dinamiche criminali.
L’aumento delle denunce, soprattutto in provincia di Perugia, è un dato significativo che potrebbe indicare una maggiore fiducia nelle istituzioni o una crescente pressione criminale. In entrambi i casi, rappresenta un campanello d’allarme per le autorità locali e nazionali, chiamate a intensificare la lotta contro la criminalità organizzata e a proteggere l’economia legale.