Rinviati a giudizio per abbandono e violenze su un bambino di un anno

Accuse gravi contro la madre e due connazionali per i maltrattamenti che hanno causato danni permanenti al minore

Giudice tribunale

La vicenda che ha sconvolto Perugia nel maggio 2022 ha trovato una svolta giudiziaria con il rinvio a giudizio della madre nigeriana e di due suoi connazionali. I tre sono accusati di abbandono di minore, maltrattamenti in famiglia e lesioni gravissime. Al centro del caso un bambino, che all’epoca aveva solo un anno, trovato in stato di ipotermia con il cranio fratturato e segni evidenti di traumi pregressi. L’episodio è avvenuto dopo che il piccolo era stato affidato nei fine settimana agli imputati.

Le accuse e le indagini

Come riportato da Umbria 24, le indagini hanno rivelato un quadro di sofferenze atroci subite dal bambino. Gli investigatori, anche grazie al recupero di video cancellati dai cellulari, hanno documentato gli abusi inflitti dalla madre. Tra i maltrattamenti, ripetute fratture alle spalle per costringerlo a camminare quando era ancora troppo piccolo, schiaffi e strattoni violenti. Particolarmente drammatica è stata la caduta dall’alto avvenuta mentre il bambino era in custodia dei due amici della madre. In seguito, un tentativo improvvisato di rianimarlo immergendolo in acqua fredda ha compromesso definitivamente le sue capacità cognitive e motorie.

Il bambino è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso di Perugia, ma le conseguenze delle violenze si sono rivelate irreversibili. Attualmente, il piccolo, che ha tre anni e mezzo, non è in grado di camminare né di ragionare autonomamente e ha subito danni permanenti al sistema nervoso.

Il procedimento giudiziario

Questa mattina, il giudice per l’udienza preliminare ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura. Il processo avrà inizio il 7 ottobre davanti al secondo collegio del Tribunale di Perugia. Gli avvocati Alessia Minniti e Stefano Tentori Montalto, che rappresentano gli interessi del bambino, hanno avanzato una richiesta di risarcimento pari a 3,5 milioni di euro.

Una nuova famiglia e un futuro difficile

Dopo essere stato sottratto alla madre, che ha perso la patria potestà, il bambino è stato affidato a una nuova famiglia dal Tribunale dei minori. Nonostante piccoli progressi, il suo recupero è limitato dalle gravi violenze subite: non sarà mai in grado di camminare e solo di recente ha potuto smettere di dipendere da un supporto meccanico per nutrirsi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

La Corte dei Conti ha rigettato la richiesta di risarcimento di oltre 1,4 milioni di...
Un conflitto tra macelleria e parrocchia a Foligno: il Comune impone interventi urgenti per la...
Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...

Altre notizie