Ladri buongustai a Foligno: fermati con 100 chili di olive appena rubate

Tre persone sono state denunciate per furto e danneggiamento dopo essere state sorprese a raccogliere olive senza autorizzazione in un parco pubblico di Perugia. Il bottino è stato sequestrato.

Sono stati colti con le mani nel sacco, o meglio, con le olive nel sacco, due uomini e una donna che stavano raccogliendo frutti dagli ulivi di un parco pubblico a Foligno.  Ne riferisce Il Messaggero. Il trio è stato sorpreso dalla polizia locale, intervenuta in un blitz che ha portato alla denuncia per concorso in furto e danneggiamento. L’incidente è avvenuto nel parco comunale, situato a pochi passi dal centro storico e dalla periferia di via Oslavia, in una zona frequentata da residenti e visitatori.

Secondo quanto ricostruito, i tre avevano già raccolto un bottino di circa cento chilogrammi di olive, senza alcuna autorizzazione. Le olive, frutto di un’azione illegale ai danni di proprietà comunale, sono state sequestrate e, seguendo le procedure previste dalla legge, avviate alla distruzione.

L’operazione, coordinata dalla comandante della polizia locale, tenente colonnello Simonetta Daidone, è parte di un programma di controlli e attività di prevenzione mirati a contrastare il furto di beni pubblici, in particolare nelle aree verdi e nei parchi comunali. Negli ultimi mesi, le forze dell’ordine hanno intensificato i controlli anche in altre zone della città, come nel parco fluviale Hoffmann, in prossimità di un’area di sgambamento cani, per garantire la protezione di spazi pubblici e risorse destinate alla collettività.

Il sequestro delle olive è solo la punta dell’iceberg di un’indagine più ampia. Gli agenti stanno infatti cercando di capire dove potessero essere destinate le olive sottratte, nel caso in cui il furto non fosse stato fermato. La vendita in nero è una delle ipotesi al vaglio, con le possibili conseguenze legate alla salute pubblica, dato che le olive raccolte illecitamente potrebbero essere mescolate con altri prodotti di cui si ignora la provenienza, la qualità e la conservazione. Inoltre, qualora le olive fossero state trasformate in olio, potrebbe sorgere un altro problema: la vendita a prezzi inferiori rispetto a quelli di mercato, creando un danno economico per i produttori che rispettano le normative e operano in modo regolare.

Oltre a furto e sottrazione di beni pubblici, le azioni dei tre individui potrebbero configurarsi come danno al patrimonio pubblico, una violazione che aumenta la gravità del reato. L’operazione della polizia locale si inserisce infatti in un contesto di azioni di contrasto a fenomeni di danneggiamento e furti ai danni di spazi verdi e altre risorse comunali.

Le indagini proseguono, con un’attenzione particolare agli sviluppi legati alla destinazione delle olive e alla possibilità di eventuali vendite illecite. Gli approfondimenti potrebbero portare a nuove scoperte riguardo ai meccanismi di mercato nero, che continuano a danneggiare tanto la salute pubblica quanto l’economia locale.

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