In Provincia di Perugia il numero di imprese a rischio usura è diminuito sensibilmente nell’ultimo anno, posizionando la città al 94 posto su 108 battuta da Terni nella classifica nazionale elaborata dall’ufficio studi della Cgia di Mestre. Ma il dato resta ancora preoccupante.
Il dato dice che vede 1.593 aziende nella cosiddetta “zona rossa” (contro le 1.672 di giugno 2023, con un calo quindi di 79). A livello regionale quindi le aziende a rischio usura sono 2.185 contro le 2.392 di giugno 2023. Dunque un leggero calo (- 207)
Nella provincia di Terni, il numero di imprese in sofferenza è diminuito sensibilmente nell’ultimo anno ed è più basso:sono passate da 720 nel giugno 2023 a 592 nello stesso mese del 2024, con un calo di 128 unità, pari al 17,8%. Questo risultato è tra i migliori in Italia, considerando che a livello nazionale si è registrato un aumento del 2,3% delle imprese a rischio usura nello stesso periodo. Terni è penultima davanti a Sondrio
Il contesto ternano si inserisce in una tendenza più ampia. “Sono quasi 118mila le imprese italiane a rischio usura, un numero in crescita di oltre 2.600 unità rispetto all’anno precedente,” denuncia la Cgia di Mestre. Spesso si tratta di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti segnalati alla Centrale dei rischi della Banca d’Italia, situazione che li esclude dall’accesso a nuovi finanziamenti. “Questa ‘schedatura’ – prosegue la Cgia – impedisce a molte aziende di ottenere aiuti economici, esponendole al rischio di chiusura o di affidarsi agli usurai”.
Per contrastare questo fenomeno, la Cgia ha ribadito la necessità di potenziare il fondo di prevenzione dell’usura, “uno strumento cruciale per offrire supporto a chi si trova in situazioni di vulnerabilità economica”. Non sempre, infatti, queste difficoltà sono dovute a cattiva gestione aziendale. Spesso derivano da mancati pagamenti dei committenti o da fallimenti a catena che coinvolgono l’intera filiera produttiva.