Si è tenuto oggi presso la sede Coldiretti Umbria di Perugia l’incontro dal titolo “Un brutto vizio: il commercio illecito nel settore dei tabacchi”, promosso nell’ambito del Tavolo M.A.C.I.S.T.E. (Monitoraggio Agromafie Contrasto Illecito Settori Tabacchi ed E-cig) dalla Fondazione Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema alimentare, in collaborazione con Philip Morris Italia. L’evento ha offerto una panoramica sul fenomeno del commercio illecito di tabacchi, analizzando il suo impatto in Italia e nella regione Umbria, caratterizzata da una lunga tradizione tabacchicola.
Durante l’incontro, esperti del settore hanno presentato le ultime evidenze del Rapporto KPMG sul consumo illecito di sigarette in Europa, commissionato da Philip Morris Product SA. Dallo studio emerge che l’Umbria, insieme ad altre regioni come Abruzzo, Lazio, Liguria e Toscana, si distingue per il consumo illecito tra i più bassi in Italia, con una percentuale inferiore all’1% e meno di un milione di sigarette illecite consumate.
“Siamo particolarmente soddisfatti di constatare che anche nel 2023 l’Umbria è stata fra le Regioni Italiane con il più basso consumo di sigarette illecite. Questo grazie a una consolidata tradizione di legalità e all’attenta attività di vigilanza e controllo esercitata da parte delle Forze dell’Ordine,” ha dichiarato Piergiorgio Marini, Sr Manager Value Chain Relations & Illicit Prevention di Philip Morris Italia.
Il ruolo dell’Umbria nella filiera tabacchicola
L’Umbria riveste un ruolo strategico nella filiera tabacchicola italiana. Philip Morris Italia acquista oltre il 37% della produzione regionale e impiega 9.500 addetti locali su un totale di 28mila lavoratori della filiera agricola dell’azienda. Inoltre, nella regione si trovano il European Leaf Warehousing Center, un importante centro di stoccaggio, e il Philip Morris DISC di Terni, un avanzato centro di assistenza digitale per i consumatori.
L’Italia: un modello europeo di contrasto
A livello europeo, il rapporto KPMG evidenzia un aumento del fenomeno illecito, con 35,2 miliardi di sigarette illecite consumate, pari all’8,3% del consumo totale, e un mancato introito fiscale di 11,6 miliardi di euro. Tuttavia, l’Italia si conferma una “best practice” nel contrasto, con una percentuale di consumo illecito in calo all’1,8%, rispetto al 2,3% del 2022.
Nonostante questo primato, l’Italia registra il numero più alto di sequestri, denunce e arresti relativi al contrabbando. “Le rotte del contrabbando vedono il nostro Paese come luogo di transito: dal Nord Africa, dall’Europa dell’Est e dai Balcani, i traffici raggiungono l’Italia per poi irradiarsi verso Paesi con prezzi più alti come Francia, Regno Unito e Irlanda,” ha spiegato Carlo Ricozzi, già Generale CA della Guardia di Finanza e Coordinatore del Tavolo M.A.C.I.S.T.E.
Una sfida ancora aperta
In un contesto europeo segnato da politiche fiscali più rigide, come quelle in Francia, dove il consumo illecito è al 33%, l’Italia rappresenta un modello di successo nella lotta al fenomeno. Tuttavia, la perdita fiscale italiana stimata nel 2023 ammonta ancora a circa 219 milioni di euro, un dato che sottolinea la necessità di proseguire con interventi mirati e collaborazioni efficaci tra istituzioni e attori del settore.