Assisi, quattordicenne entra nel bar per un panino e il titolare la violenta

Il drammatico racconto dell'aggressione avvenuta in un locale etnico. L'uomo è già sotto processo ma la ragazzina sarà ora costretta a rivivere l'incubo

Giusto in questi giorni è uscito il rapporto della Procura di Perugia sulla violenza domestica e di genere e purtroppo il bilancio aumenta ogni giorno. Nel computo va messa questa storia di cui riferisce l’edizione umbra de Il Messaggero, arrivata alle cronache in questi giorni ma avvenuta un pomeriggio dello scorso Giugno.

Protagonista una  fresca quattordicenne di Santa Maria Degli Angeli, che  ha vissuto un incubo che l’ha segnata profondamente. Entrata in un piccolo bar etnico, a pochi passi da casa, per un semplice panino, la ragazza si è trovata di fronte ad un’aggressione sessuale da parte di un uomo di 28 anni e origine pakistana, titolare del locale.

Un gesto improvviso e violento ha spezzato l’apparente tranquillità del pomeriggio. L’uomo, con una forza sproporzionata, ha afferrato la giovane, stringendole il braccio e bloccandole il collo. Con la violenza di un gesto inatteso, ha cercato di baciarla, costringendola a subire atti sessuali contro la sua volontà.

Terrorizzata, la ragazza è riuscita a divincolarsi e a fuggire, trovando rifugio tra le braccia della madre. Insieme, hanno denunciato l’accaduto ai carabinieri, dando il via a un’indagine che ha visto l’attivazione del protocollo “Codice Rosso”.

La rapidità degli interventi ha portato all’apertura di un procedimento penale nei confronti dell’aggressore, ma un intoppo burocratico ha rallentato il corso della giustizia. L’incidente probatorio, previsto per chiarire i fatti davanti al giudice, è stato rinviato a causa della difficoltà nel reperire un interprete in grado di garantire la comprensione reciproca tra l’imputato, che non parla bene italiano, e la giovane vittima.

Nonostante questo ostacolo, le indagini proseguono. La Procura ha già disposto l’acquisizione di testimonianze e delle immagini delle telecamere di sorveglianza presenti nella zona, al fine di ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione e confermare il racconto della ragazza.

 

 

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Sara Ardizzone
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