Approvata la legge regionale antimafia in Umbria: nuove norme su beni confiscati e rating di legalità

Nuove norme per la gestione dei beni confiscati e un rating di legalità per le imprese

L’assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità la nuova legge regionale antimafia, segnando un importante passo avanti nella lotta contro la criminalità organizzata. La legge, frutto di un percorso lungo dieci anni, è stata sviluppata grazie alla collaborazione tra diverse istituzioni, inclusi l’Osservatorio regionale antimafia e il contributo del professore Carlo Fiorio, ordinario di diritto processuale penale all’Università di Perugia.

Come sottolineato dall’avvocato Roberto Erasti, intervistato da Umbria 24, i principali elementi di novità della normativa, spiccano le procedure per la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. Questi beni, finora gestiti tramite convenzioni sporadiche, vedranno ora una standardizzazione delle procedure grazie a un protocollo tra la Regione Umbria e l’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati. Inoltre, la legge prevede azioni di sostegno per garantire la continuità occupazionale nelle imprese sequestrate o confiscate, e per promuovere la valorizzazione sociale dei patrimoni confiscati, prevenendone l’abbandono e il degrado.

Un altro elemento di grande importanza è l’introduzione del rating di legalità, un sistema che la Regione promuoverà nei procedimenti dei propri enti strumentali, agenzie e società partecipate. Questo sistema permetterà di premiare le aziende che rispettano i criteri di legalità, offrendo vantaggi nei bandi regionali per la concessione di contributi. La giunta regionale dovrà adottare un apposito atto di indirizzo entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge.

La legge non si limita solo alla gestione dei beni confiscati, ma prevede anche iniziative di sensibilizzazione sul tema della legalità e la collaborazione con associazioni imprenditoriali e professionali per promuovere codici etici e modelli di gestione aziendale che tengano conto dell’impatto sociale delle attività economiche.

Inoltre, la Regione si riserva la possibilità di introdurre criteri preferenziali per l’accesso a finanziamenti pubblici per le imprese danneggiate da reati mafiosi, a condizione che tali reati siano stati accertati anche con sentenze non definitive.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

La Corte dei Conti ha rigettato la richiesta di risarcimento di oltre 1,4 milioni di...
Un conflitto tra macelleria e parrocchia a Foligno: il Comune impone interventi urgenti per la...
Furto
Secondo un rapporto recente, l’Umbria registra un preoccupante aumento dei furti in abitazione, con un...

Altre notizie