Città di Castello, bottigliate e rapina: l’accusato patteggia, processo ad ottobre

Il giovane tunisino accusato di rapina a Città di Castello si prepara a patteggiare una pena inferiore ai due anni.

Il 24enne di origine tunisina arrestato per una violenta rapina avvenuta lo scorso aprile a Città di Castello, si prepara a patteggiare la propria pena davanti al giudice di Perugia. L’udienza è fissata per il 17 ottobre, quando il giudice Angela Avila deciderà se ratificare l’accordo raggiunto tra la Procura e l’avvocato difensore Eugenio Zaganelli. La pena concordata sarà inferiore ai due anni di reclusione.

Il reato risale al mese di aprile: secondo la ricostruzione del pubblico ministero, la vittima della rapina era stata trascinata fuori dalla propria auto, parcheggiata sotto il ponte di viale Moncenisio a Città di Castello. L’aggressore, insieme a un complice, ha colpito ripetutamente l’uomo, inizialmente con una bottiglia di vetro in testa, per poi infierire con calci e pugni lungo il busto mentre la vittima si trovava a terra.

Dopo averlo aggredito, i due malviventi si sono impossessati di una somma esigua, 10 euro e un pacchetto di sigarette, sottratti dall’interno dell’auto. Subito dopo si sono dati alla fuga, lasciando la vittima sul posto.

Le conseguenze per la vittima sono state immediate: trasportato in ospedale, l’uomo ha riportato un trauma cranico minore, causato dal colpo inferto con la bottiglia, oltre a una ferita lacero-contusa al cuoio capelluto. I medici hanno stimato un tempo di guarigione di circa otto giorni, come riportato nelle carte del pm.

L’accordo per il patteggiamento, che sarà valutato durante l’udienza del 17 ottobre, potrebbe garantire al giovane una pena ridotta rispetto a quella ordinaria. Se il giudice dovesse ratificare l’intesa, il 24enne tunisino eviterebbe una pena detentiva superiore ai due anni, grazie all’accordo raggiunto tra il suo legale e la Procura di Perugia.

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