Marco Rizzo, candidato presidente per Democrazia Sovrana e Popolare alle elezioni regionali umbre, ha annunciato la nomina di Enzo Pennetta, docente e saggista, come futuro assessore alla Cultura in una sua eventuale giunta. Pennetta è anche responsabile della battaglia referendaria contro la guerra, e il suo ruolo nel panorama politico umbro sta assumendo una rilevanza crescente.
La dichiarazione è stata fatta in vista degli imminenti incontri con la cittadinanza, organizzati da Rizzo nell’ambito della campagna “Umbria sovrana nel cuore”. Un evento importante si terrà presso il centro socio-culturale di Ferro di Cavallo, dove si discuterà di “Agenda 2030”, con la partecipazione dello stesso Pennetta, candidato in Umbria.
Rizzo, in una nota recente, ha sollevato una serie di quesiti riguardanti l’attuale sistema educativo italiano, esprimendo preoccupazioni per la sicurezza degli studenti coinvolti nell’alternanza scuola-lavoro. “È ammissibile che adolescenti rischino la vita durante l’applicazione di questo programma?”, si domanda Rizzo, riferendosi a tragici episodi che hanno coinvolto studenti in attività lavorative previste dal sistema scolastico.
Il candidato ha anche criticato il modello educativo attuale, accusando le istituzioni pubbliche di trattare il futuro dei giovani come un prodotto commerciale. Ha poi puntato il dito contro l’eccessiva competitività imposta dalle prove INVALSI, che a suo parere riducono la conoscenza a “formulari asettici”, trasformando l’educazione in un meccanismo dominato dalla logica della misurabilità immediata. Secondo Rizzo, questo approccio va a discapito del vero diritto all’istruzione, che dovrebbe formare cittadini consapevoli, piuttosto che lavoratori pronti a inserirsi in un mercato del lavoro che antepone la produttività al valore umano.
Rizzo ha quindi fatto un paragone tra i vari governi che si sono succeduti negli ultimi anni, sottolineando come le politiche educative non siano cambiate significativamente, criticando sia il Centrodestra che il Centrosinistra. In particolare, ha citato Letizia Moratti, ex ministro dell’Istruzione, ricordando la sua idea di una “scuola delle tre I” (Impresa, Inglese e Informatica), e Matteo Renzi, ex segretario del Partito Democratico, considerato il promotore del controverso progetto dell’alternanza scuola-lavoro. “Tutti hanno sempre messo la produzione prima delle persone”, ha concluso Rizzo, evidenziando la necessità di un ritorno a un modello scolastico che metta al centro l’individuo e la sua crescita personale.