Un’organizzazione internazionale di traffico di droga, attiva tra il 2018 e il 2022, è stata smantellata dai Carabinieri del Ros di Perugia. L’organizzazione muoveva hashish e cocaina tra Marocco, Spagna e Italia, con ramificazioni tra Perugia e Spoleto. Fra gli indagati figurano cittadini italiani e stranieri, molti dei quali pregiudicati, che operavano come corrieri, fornitori e spacciatori.
La 44enne perugina era una delle figure centrali del traffico, lavorando come corriere tra Spagna e Italia, trasportando la droga nascosta nei bagagli o ingoiata in ovuli. I fornitori, per lo più marocchini e tunisini, procuravano la sostanza in Marocco e Spagna, pagati attraverso bonifici Western Union e Money Transfer inviati da Spoleto e Perugia.
Il Ros dei Carabinieri è arrivato a questa organizzazione durante un’indagine sul gruppo anarcoinsurrezionalista legato al “Circolaccio” di Spoleto, che è stato smantellato in un blitz del novembre 2021. L’operazione, coordinata dalle procure di Perugia e Milano, ha coinvolto sei persone accusate di istigazione a delinquere e terrorismo, tra cui Alfredo Cospito, noto per il suo ruolo ideologico nel Fai e attualmente detenuto al 41 bis.
Ascoltando le conversazioni del gruppo anarchico, i militari hanno ricostruito il traffico di stupefacenti, che collegava i fornitori in Marocco e Spagna con gli spacciatori locali in Umbria. Il traffico si estendeva fino alle piazze di spaccio di Perugia e Spoleto, creando una fitta rete di distribuzione.
L’indagine ha portato a 28 indagati, per i quali il sostituto procuratore di Perugia, Manuela Comodi, ha chiesto il rinvio a giudizio nel gennaio scorso. Tra gli imputati ci sono sei residenti a Perugia e cinque a Spoleto, oltre a cittadini tunisini, marocchini e albanesi, molti già noti alle forze dell’ordine per reati legati allo spaccio.
Ieri si è svolta l’udienza preliminare davanti al GUP Angela Avila, ma alcuni difetti di notifica hanno portato al rinvio dell’udienza al 16 gennaio. Intanto, alcuni imputati hanno già presentato richiesta per accedere a riti alternativi, che potrebbero ridurre le loro pene in caso di condanna.