Lo spoletino Tracchegiani candidato di Ap alle regionali: “Non depotenziare ospedali umbri”

Aldo Tracchegiani, candidato per Alternativa Popolare alle regionali umbre, punta a una riforma sanitaria che valorizzi i medici di famiglia e riduca i tempi di attesa.

Aldo Tracchegiani, 65 anni, spoletino, medico angiologo e responsabile dell’ambulatorio di angiologia presso la Domus Gratiae di Terni, è stato scelto da Alternativa Popolare per candidarsi alle elezioni regionali umbre del 17 e 18 novembre 2024. Con un lungo curriculum sanitario, Tracchegiani ha dichiarato che il suo principale obiettivo è “riportare la sanità al centro del dibattito” nella regione, criticando fortemente la gestione passata della sanità umbra.

In qualità di responsabile regionale del dipartimento Sanità del partito, ha affermato che la politica della sinistra ha “bistrattato i servizi al cittadino per decenni”, culminando con la caduta della giunta Marini. “Quel momento ha segnato la fine di anni di mala gestione e sprechi evidenti”, ha aggiunto Tracchegiani, indicando che il centrodestra, con il supporto di Alternativa Popolare, ha dovuto “iniziare a rimediare ai danni prodotti”.

Il programma di Tracchegiani si focalizza su un miglioramento concreto della sanità regionale, con particolare attenzione ai pronto soccorso e alle emergenze. “Vogliamo mantenere i sette Dea di primo livello in Umbria e garantire l’efficienza delle visite d’urgenza”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di mantenere le alte specializzazioni nei due ospedali di secondo livello, Perugia e Terni. Un altro punto cardine del suo programma è “la drastica riduzione dei tempi di attesa per le cure”, una questione che da anni pesa sui cittadini umbri.

Tracchegiani ha inoltre posto l’accento sulla valorizzazione della medicina di territorio, con l’obiettivo di dare nuova dignità ai medici di famiglia, che “sono stati ridotti a semplici passacarte”. Intende riportarli al ruolo di “prima linea di difesa della salute pubblica”, contribuendo anche a rafforzare le Case e gli ospedali di comunità. “Queste strutture sono fondamentali per abbattere le liste d’attesa e prevenire i problemi di salute più gravi, riducendo allo stesso tempo i costi”, ha spiegato, notando come un posto letto in un ospedale di comunità costi un quinto rispetto a quello di un ospedale tradizionale per malati acuti.

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