Il turismo in Umbria ha mostrato segnali di crescita nel 2024, con un incremento del 6,1% delle presenze rispetto al 2023. Nel periodo compreso tra gennaio e luglio, sono stati registrati oltre 3,8 milioni di pernottamenti in tutte le strutture ricettive della regione. Questo dato risulta ancora più significativo se confrontato con il 2019, l’ultimo anno pre-pandemia, con un aumento del 15,6% rispetto a quel periodo.
Gli arrivi, cioè il numero effettivo di turisti che hanno visitato la regione, hanno superato 1,5 milioni di persone, segnando una crescita del 5,2% sul 2023 e del 10,8% rispetto al 2019. Tra le destinazioni umbre più gettonate, Assisi continua a dominare la classifica con 826.000 presenze (+2% sul 2023), seguita da Perugia con quasi 760.000 pernottamenti (+5,8%) e il comprensorio del Trasimeno, che ha registrato 496.000 presenze (+6,4%).
Tuttavia, il mese di luglio ha rivelato alcune criticità, in particolare per la zona del Lago Trasimeno, dove la siccità ha impattato negativamente sugli arrivi. Il comprensorio, pur essendo il terzo più popolare in Umbria, ha registrato una flessione del 4,2% degli arrivi rispetto a luglio 2023. Tuttavia, le presenze, grazie a soggiorni più lunghi, sono aumentate del 4%. Un dato che desta preoccupazione è il confronto tra luglio 2023 e luglio 2022, che mostra una contrazione del 13,6% degli arrivi e del 10,7% delle presenze.
Tra le altre destinazioni di rilievo, Foligno ha registrato 329.000 presenze, con un aumento del 3,9% rispetto ai primi sette mesi del 2023, mentre Terni e Orvieto hanno mostrato incrementi rispettivamente del 2,7% e del 4,3%. Spoleto e Valnerina hanno avuto crescite più significative, con aumenti del 10% e del 18,1%. Infine, Todi ha segnato una crescita del 23% con 163.000 presenze, mentre Amelia ha registrato un aumento del 12,4%.
I turisti stranieri hanno avuto un ruolo chiave in questa crescita, contribuendo con quasi 1,5 milioni di presenze, un dato che rappresenta un incremento del 10,4% rispetto al 2023. Gli Stati Uniti sono in cima alla classifica delle provenienze internazionali con 212.000 pernottamenti, seguiti da Germania (162.000), Paesi Bassi (150.000) e Gran Bretagna (99.000). Anche altre nazionalità come Belgio (75.000), Francia (67.000) e Polonia (64.000) hanno dato un contributo significativo al turismo regionale.
Nonostante queste buone performance, è importante monitorare le sfide legate ai cambiamenti climatici, in particolare per le aree come il Lago Trasimeno, dove la siccità sta influenzando le prestazioni turistiche. Per il futuro, saranno necessarie strategie volte a mitigare l’impatto ambientale e garantire un’offerta turistica sostenibile che possa rispondere alle nuove esigenze del mercato.
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