Giornata campale lunedì per i trasporti, visto che i sindacati Fit Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal e Ugl Autoferro hanno proclamato uno sciopero di 8 ore, dalle ore 15 alle 23, del personale Busitalia in Umbria per lunedì 9 settembre.
In Provincia di Perugia lo sciopero interesserà i servizi autobus urbani ed extraurbani, Navigazione Lago Trasimeno, Minimetrò di Perugia, Mobilità alternativa di Spoleto (percorsi meccanizzati dei parcheggi “Spoletosfera” e “Ponzianina-Rocca e Posterna”): sciopero dalle ore 15 alle 23.
Le corse che partono dal capolinea prima dell’orario dello sciopero raggiungeranno comunque il capolinea di destinazione. Inoltre, Bus Italia informa che:
- Biglietterie città di Perugia: P.zza Partigiani e Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario
- Biglietteria Spoleto Stazione FS: il servizio sarà garantito con il normale orario.
- Ascensori e scale mobili di Perugia: i servizi saranno garantiti per l’intera giornata con il normale orario.
- URP Perugia: il servizio sarà garantito con il normale orario.
- Ascensori e scale mobili di Perugia: i servizi saranno garantiti con il normale orario.
Inoltre per quanto concerne i servizi sotitutivi nella rete regionale ex FCU, in caso di adesione allo sciopero, è garantito nelle consuete fasce orarie: 5.45-8-45 e 11.45-14-45. Relativamente si servizi ferroviari effettuati in nome e per conto di Trenitalia nella rete nazionale RFI saranno garantiti tutti i servizi indicati come tali nell’orario ufficiale Trenitalia (treno 19758 L’Aquila – Terni e treno 19745 Terni – L’Aquila)
Le organizzazioni sindacali dicono che la protesta, in Umbria, coinvolgerà il settore del Tpl per un totale di 1.500 dipendenti circa, con l’obiettivo di sollecitare il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro (CCNL) per il settore del trasporto pubblico locale.
“Nonostante il risultato della prima azione di sciopero di 4 ore dello scorso 18 luglio- scrivono i sindacati- non si sono registrati alcun segnale di avanzamento da parte delle associazioni datoriali, né da parte delle istituzioni. La mobilitazione nasce dalla mancata conclusione delle trattative per il rinnovo del CCNL, scaduto a marzo del 2024. I lavoratori del settore trasporti chiedono da oltre un anno un adeguamento salariale che rispecchi il crescente costo della vita, oltre a migliori condizioni lavorative in termini di sicurezza, formazione e gestione degli orari di lavoro”