Il rapporto pubblicato il 29 agosto dall’Agenzia europea per l’ambiente (Aea) mette in luce la criticità della qualità dell’aria a Terni, una delle città italiane con le peggiori concentrazioni di particolato fine (Pm2.5). La qualità dell’aria a Terni è stata classificata come “scarsa”, un risultato preoccupante che sottolinea l’urgenza di interventi per migliorare la situazione ambientale.
Il rapporto ha analizzato la qualità dell’aria in 372 città europee, tutte con una popolazione superiore ai 50.000 abitanti, focalizzandosi sulle concentrazioni di particolato fine (Pm2.5). Questo inquinante atmosferico è noto per i suoi effetti nocivi sulla salute, ed è monitorato attentamente a livello europeo.
In Italia, solo cinque città si sono distinte con una qualità dell’aria definita “discreta”. Messina è stata l’unica città italiana a rientrare nella categoria di “aria moderata”, mentre Terni si è distinta negativamente, classificandosi tra le città con una qualità dell’aria “scarsa”. Posizione 305, Pm 2.5 livello 15-25 Perugia invece è nella posizione mediana in posizione 238 con un rapporto Pm 2.5 a livello 10-15
Il rapporto evidenzia inoltre che nessuna città italiana è riuscita a rientrare tra le prime 13 in Europa per avere livelli di Pm2.5 inferiori ai 5 microgrammi per metro cubo, la soglia raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). La città italiana con inquinamento più basso è Sassari, al 21° posto nella classifica europea, seguita da Livorno, Savona, Battipaglia e Siracusa, tutte con un’aria definita “discreta”.
Roma è in posizione centrale (269), Milano è posizionata a livello scarso quanto a qualità dell’aria (364 in Europa) Cremona si conferma la città italiana con la peggiore qualità dell’aria, chiudendo la classifica nazionale con una media di 23,3 μg/m³. A livello europeo, la città con la migliore qualità dell’aria è Uppsala, in Svezia, mentre la città con la peggiore qualità è Slavonski Brod, in Croazia.