Anche in Umbria è allarme autotrasportatori: chiusa un’impresa su cinque

Il dato allarmante della Cgia: mancano i ricambi generazionali. Nel 2013 erano 1723, alla fine del 2023 se ne registrano 1372: esattamente 351 in meno.

Mancano gli autotrasportatori perché quelli in servizio invecchiano e il ricambio generazionale fatica a decollare.

Il dato, su base nazionale, arriva dalla Cgia di Mestre e l’Umbria non fa eccezione. Nella  regione in dieci anni è scomparso oltre il 20 per cento delle imprese che si occupano di autotrasporto, ovvero più di una su 5.
Nel 2013 erano 1723, alla fine del 2023 se ne registrano 1372: esattamente 351 in meno. Di queste 365 hanno sede nel ternano e 1293 nel perugino.

A livello nazionale, il numero degli autotrasportatori è sceso da 1.200.000 a 700.000 e i giovani non vogliono fare questo lavoro, che implica stress fisico, orari di lavoro impossibili e costi notevoli per la licenza di guida.

Secondo il report di Cgia, – considerando l’età media degli autisti in servizio oggi in Italia – fra 10 anni un autista su 2 lascerà la professione. E a quel punto tutto il sistema di consegna merci su gomma sarà a rischio. Con evidenti ripercussioni sull’economia nazionale.

Ma la Cgia segnala come il settore trasporti sia in crisi anche a livello generale, per esempio in quello pubblico locale, dove la mancanza di autisti sta facendo diminuire in misura

preoccupante l’offerta di bus, tram e metro con gravi disagi per i turisti e i pendolari. Gli stranieri serviranno probabilmente a tamponare, ma non basteranno.

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