In Italia, ogni 100 litri di acqua destinati agli usi civili, solo 58 litri raggiungono effettivamente gli utenti finali. Questo dato allarmante emerge da un dossier dell’ufficio studi della Cgia di Mestre, basato su dati Istat. Il restante 42% dell’acqua, equivalente a circa 3,4 miliardi di metri cubi, si disperde lungo una rete idrica spesso obsoleta e malconcia.
A livello locale, le perdite idriche variano significativamente. A Perugia, su 287 litri pro capite immessi ogni giorno nella rete, 105 litri vanno persi, rappresentando il 36,6% del totale.
A Terni, secondo il centro studi degli artigiani mestrini segnala 321 litri d’acqua pro capite immessi ogni giorno, pari a oltre 34 milioni di litri di acqua ogni giorno e perdite per 138 litri pro capite al giorno (43 percento, leggermente più alta della media nazionale pari al 42,4) per una quantità complessiva di 15 milioni di litri ogni giorno
In Umbria, la situazione è ancora più critica: ogni giorno vengono immessi nella rete 333 litri per abitante, ma ben 166 litri per persona non raggiungono i rubinetti, portando la regione a un tasso di dispersione del 49,7%. Questo piazza l’Umbria al settimo posto per sprechi idrici a livello nazionale.
Le città più colpite
Analizzando i dati su scala nazionale, il Comune di Potenza registra il tasso di perdita più elevato con il 71% dell’acqua immessa che non arriva ai cittadini. Seguono Chieti con il 70,4%, L’Aquila con il 68,9%, Latina con il 67,7% e Cosenza con il 66,5%.
D’altro canto, alcune città riescono a contenere le perdite idriche in modo significativo. Milano, ad esempio, ha un tasso di dispersione del 13,4%, Pordenone del 12,1%, Monza dell’11%, Pavia del 9,4% e Como, la città più virtuosa d’Italia, del 9,2%. Queste città rappresentano esempi di buona gestione idrica da cui altre aree potrebbero trarre ispirazione.
Le perdite d’acqua non rappresentano solo un problema ambientale ma anche economico. Ogni giorno, si disperdono 15 milioni di litri d’acqua, equivalenti a 15.000 metri cubi. Questo spreco comporta un costo giornaliero di 15.000 euro.