Tagli ai comuni, 43 sindaci umbri scrivono a Giorgetti e Piantedosi

I sindaci chiedono "con forza che queste risorse, essenziali per finanziare la spesa corrente, quella che impatta più direttamente in termini di servizi e prestazioni sulla cittadinanza, non siano ridotte"

Quarantatré sindaci di altrettanti comuni umbri, tra cui Perugia, Assisi, Piegaro, Spoleto, Cascia, e Città di Castello, hanno scritto una lettera al ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti e al ministro dell’interno Matteo Piantedosi, lamentando i tagli previsti dal decreto ministeriale che comportano una riduzione delle risorse essenziali per la gestione amministrativa dei loro Comuni.

“Oggi vediamo tagliate risorse essenziali per portare avanti un’ordinata attività amministrativa nei nostri Comuni umbri”, scrivono i sindaci, riferendosi ai tagli previsti dal decreto che distribuirà un contributo alla finanza pubblica di 250 milioni di euro annui dal 2024 al 2028, di cui 200 milioni a carico dei Comuni e 50 milioni a carico delle Province e delle Città metropolitane.

“Gli schemi che stanno circolando prevedono 16 milioni di euro di taglio netto ai Comuni umbri. Sono risorse necessarie, anzi vitali, per la tenuta del Titolo I dei nostri bilanci e dell’equilibrio contabile dei nostri enti”, continuano i sindaci nella loro lettera, sottolineando come questi tagli minaccino direttamente la capacità dei Comuni di mantenere i servizi essenziali per la cittadinanza.

I sindaci chiedono “con forza che queste risorse, essenziali per finanziare la spesa corrente, quella che impatta più direttamente in termini di servizi e prestazioni sulla cittadinanza, non siano ridotte” come previsto dal Piano dei tagli per i prossimi cinque anni. La preoccupazione è che, senza queste risorse, l’unica alternativa sarebbe quella di tagliare i servizi e aumentare le tariffe, con un impatto negativo sui cittadini.

“Non vorremmo che questa fosse l’autonomia che residua ai Comuni: tagliare e far pagare di più i cittadini”, scrivono i sindaci, esprimendo il timore che tali misure possano portare alcuni Comuni umbri a generare disavanzi di bilancio, danneggiando l’immagine della regione e la storica capacità di gestione autonoma delle comunità locali.

I sindaci concludono la lettera chiedendo risorse aggiuntive o, quanto meno, “che ci vengano lasciate quelle attuali”. Inoltre, propongono una maggiore flessibilità nella redazione dei bilanci per i prossimi cinque anni, affinché possano fronteggiare lo scenario drammatico che questi tagli comporteranno. “Dateci la possibilità di non mortificare i nostri cittadini e di garantire i servizi come abbiamo fatto, con enormi sacrifici, negli ultimi anni”. Solo in questo modo, gli investimenti attuati attraverso il Pnrr potranno davvero far ripartire l’Umbria e l’Italia.

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