La situazione idrica in Umbria si presenta con una criticità media ma in peggioramento, secondo l’ultimo Rapporto sulla situazione idrica discusso la settimana scorsa durante la riunione dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale.
Tra settembre 2023 e maggio 2024, l’Umbria ha registrato un deficit del 12% nelle precipitazioni, nonostante significative piogge nei mesi di novembre, marzo e maggio. Dicembre e febbraio hanno visto deficit del 40%, portando in sofferenza i sistemi idrici sotterranei, con livelli delle falde e portate delle sorgenti ancora inferiori alle medie storiche. La situazione del lago Trasimeno è particolarmente preoccupante: a inizio giugno, il livello del lago era a -1,24 metri sotto lo zero idrometrico, il dato peggiore dal biennio 2003-2004, con previsioni di raggiungere -1,70 metri a settembre. Le serie storiche dal 1968 indicano una diminuzione dell’incremento idrico nei mesi da agosto ad aprile, suggerendo un ulteriore calo dei livelli nei prossimi anni.
L’invaso di Montedoglio dispone di 120 milioni di metri cubi, il massimo invasabile in questa fase, con l’obiettivo di raggiungere 130 milioni al termine dei lavori. La diga di Arezzo, utilizzata dal comprensorio irriguo della Valle umbra sud, ha attualmente un volume disponibile per l’irrigazione pari al 67%, insufficiente per soddisfare i quantitativi necessari. Le sorgenti mostrano portate leggermente superiori a quelle dei periodi siccitosi, ma non sufficienti a garantire stabilità idrica, preannunciando problemi per la tarda estate.