L’ex comandante dei carabinieri di Foligno, Francesco Matalone, affronterà il processo con rito abbreviato a partire dal 12 novembre. Matalone, insieme al brigadiere Gianluca Insinga, è imputato per diversi reati tra cui stalking,falso in atto pubblico, peculato, detenzione di stupefacenti ai fini della cessione e truffa. Il giudice per l’udienza preliminare di Spoleto, Luca Cercola, ha accolto la richiesta di rito alternativo avanzata dalla difesa di Matalone, rappresentata dagli avvocati Giovanni Picuti e Carla Archilei. La difesa aveva precedentemente tentato, senza successo, di patteggiare, incontrando il parere negativo dei sostituti procuratori Vincenzo Ferrigno e Michela Petrini.
Nel processo non saranno presenti né le parti offese, che sono state risarcite separatamente, né l’Arma dei carabinieri, che sorprendentemente non si è costituita parte civile. Gianluca Insinga, al contrario, ha scelto il rito ordinario e per lui il gup deciderà a novembre l’eventuale rinvio a giudizio per l’accusa di falso ideologico.
L’inchiesta, avviata nel novembre 2022, grazie alla denuncia di alcuni colleghi dell’Arma ruota attorno ai rapporti di Matalone con due pregiudicati dai quali avrebbe ricevuto denaro in cambio di favori, e con una donna con cui aveva avuto una relazione e che aveva cercato di spiare falsificando atti di indagine per ottenere il permesso di acquisirne i tabulati telefonici. Anche Insinga è coinvolto in quest’ultima vicenda. Inoltre, Matalone è accusato di aver sottratto 59 grammi di cocaina dal magazzino dei corpi di reato della stazione di Foligno, falsificando i registri e dichiarandone la distruzione.