Alle prime ore del mattino del 13 giugno, i militari della Compagnia Carabinieri di Città della Pieve sono intervenuti a Tuoro sul Trasimeno (PG) in seguito a una violenta aggressione domestica. Un uomo di origini marocchine, durante una lite con la compagna convivente, l’ha accoltellata ripetutamente. La lite, secondo le prime indagini, sembra essere collegata alla fine della loro relazione.
L’allarme è stato dato da un parente della coppia e da un vicino che ha udito le urla nel cuore della notte. Quando il personale del 118 è giunto sul posto, l’aggressore si era già dato alla fuga a piedi. Le ricerche, avviate immediatamente dai militari di Città della Pieve, della locale stazione e dal personale della Compagnia di intervento operativo del Battaglione Toscana di Firenze, hanno permesso di rintracciare il 34enne presunto responsabile, attorno alle ore 3 L’uomo è stato bloccato nel centro abitato, ancora con i vestiti sporchi di sangue.
La vittima, coetanea dell’aggressore, è stata trasportata d’urgenza all’ospedale di Perugia. Attualmente è sottoposta a un delicato intervento chirurgico a causa delle gravi lesioni al polmone e all’intestino, ed è in pericolo di vita. Durante l’aggressione, anche la figlia della coppia, di 5 anni, è stata colpita agli arti inferiori mentre si trovava tra le braccia della madre. La bambina, fortunatamente non in pericolo di vita, è stata trasportata al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale di Perugia, dove attende un intervento chirurgico urgente.
Sono in corso accertamenti, anche di natura tecnico-scientifica, da parte dei Carabinieri della Sezione Rilievi del Nucleo Investigativo di Perugia, per chiarire l’esatta dinamica dei fatti e ricostruire l’accaduto. Le forze dell’ordine stanno inoltre cercando l’arma usata nell’aggressione, di cui l’uomo si sarebbe sbarazzato durante la fuga.
Il 34enne è stato dichiarato in stato di arresto per i reati di tentato omicidio nei confronti della compagna e lesioni gravissime cagionate alla figlia. L’uomo è attualmente sottoposto a interrogatorio presso il Comando Provinciale Carabinieri di Perugia e, al termine dell’interrogatorio, sarà tradotto presso il carcere di Perugia.