Nel corso degli anni, un 55enne originario dell’Umbria, ma residente alle porte di Napoli, aveva ottenuto la possibilità di scontare la sua pena per diversi reati, tra cui l’associazione a delinquere, in una abitazione di Foligno. Grazie alla sua collaborazione con la giustizia e alla buona condotta, aveva potuto beneficiare di un regime di detenzione domiciliare. Questo gli permetteva anche di usufruire di regolari permessi premio, proseguendo la sua attività lavorativa e conducendo una vita quasi normale.
I controlli sempre meno frequenti degli agenti hanno forse indotto l’uomo a interpretare erroneamente la situazione come una sorta di libertà. Così, un giorno decide di abbandonare la detenzione domiciliare per concedersi una vacanza in crociera nel Mediterraneo. La sua avventura termina, però, al porto di Civitavecchia, dove un controllo della polizia locale lo riconduce agli arresti.
La reazione del Tribunale
Il Tribunale della Sorveglianza, tuttavia, gli ha nuovamente concesso il regime di detenzione precedente, permettendogli di continuare il suo percorso lavorativo nella stessa azienda del territorio. L’uomo, che non aveva mai mostrato segni di sofferenza per la sua condizione e aveva sempre rispettato le regole, si è trovato ad affrontare un’accusa di evasione.
Le argomentazioni della difesa
L’avvocato Michele Morena, che rappresenta la difesa, ha sottolineato come la concessione di permessi e giornate libere abbia forse indotto l’uomo a credere di poter uscire dalla sua abitazione per un breve periodo. Secondo Morena, si è trattato di un errore isolato in anni di detenzione caratterizzati da un comportamento esemplare.
Il caso è ora nelle mani del tribunale, che dovrà decidere sulla possibile revisione della posizione giudiziaria dell’uomo durante l’udienza prevista per settembre. Nel frattempo, l’accusato continua a lavorare e a rispettare il regime di detenzione domiciliare.