Una ex caposala dell’hospice di Perugia è al centro di un’indagine preliminare con l’accusa di stalking. La donna è sospettata di aver perseguitato una dottoressa della stessa struttura sanitaria, versando nelle sue bottigliette d’acqua alcune gocce di benzodiazepine. Ne riferisce Umbria24
Questo comportamento è stato documentato grazie a una telecamera nascosta piazzata dalla dottoressa, che ha ripreso la sospettata mentre svuotava una siringa contenente il medicinale sedativo nelle bottigliette d’acqua della vittima.
L’indagata aveva tentato di giustificare il suo comportamento definendolo una “purga per scherzo”. Tuttavia, le autorità non hanno accolto questa giustificazione e la donna è stata sospesa dall’esercizio delle sue funzioni. A seguito della sospensione, l’infermiera non è più rientrata in servizio e attualmente risulta in malattia.
La situazione ha scosso profondamente il personale dell’hospice e ha suscitato preoccupazione tra i pazienti e i loro familiari. Le indagini preliminari hanno portato alla luce una serie di comportamenti persecutori che hanno messo in pericolo la salute e il benessere della dottoressa coinvolta. La vicenda solleva importanti interrogativi sulla sicurezza e il benessere dei lavoratori nelle strutture sanitarie.
Gli inquirenti stanno proseguendo con le indagini per raccogliere ulteriori prove e testimonianze. La sospettata, nel frattempo, dovrà affrontare le accuse di stalking e le eventuali conseguenze legali derivanti dai suoi atti. Questo caso evidenzia la necessità di misure preventive e di intervento tempestivo per garantire un ambiente di lavoro sicuro e privo di molestie.