Nel corso della sua visita in Umbria, in occasione del G7 sulla disabilità, la ministra alla Disabilità, Alessandra Locatelli, ha chiarito con l’Ansa la posizione del governo in risposta alle recenti polemiche legate alle dichiarazioni del generale Roberto Vannacci sui disabili. “La nostra posizione è chiara e si riflette nel mio operato quotidiano, in quello del governo e nell’impegno della Lega che ha istituito il ministero per le disabilità”, ha affermato Locatelli, sottolineando la fermezza del governo nell’affrontare le questioni legate alla disabilità.
“Questa polemica dura troppo,” ha osservato la ministra, aggiungendo che “stiamo parlando di parole, mentre io ho cercato e continuo a cercare di portare all’attenzione la riforma sulla disabilità, quindi fatti concreti, leggi che cambiano la vita delle persone.” Il decreto attuativo sul progetto di vita, secondo Locatelli, “è una rivoluzione nella presa in carico della persona con disabilità e, in proporzione, dovremmo parlare di più di queste iniziative.”
Locatelli ha anche elogiato il modello italiano di inclusione, facendo riferimento a normative significative e impegni internazionali. “Ogni giorno testimonio come l’Italia sia un modello positivo non solo per l’Europa ma per tutto il mondo. Abbiamo una legge sull’inclusione scolastica e soprattutto facciamo riferimento alla convenzione Onu, che molti dimenticano essere legge nel nostro paese da quindici anni,” ha detto Locatelli.
La ministra ha messo in evidenza i cambiamenti portati dalla Legge Delega, “che cambia proprio la vita delle persone e delle famiglie sia con il progetto di vita sia con la parte che riguarda la valutazione dell’invalidità civile”. Inoltre, ha sottolineato l’importanza di “aver cancellato da tutte le leggi ordinarie la parola handicappato e portatore di handicap”, descrivendo questi passaggi come fondamentali per un cambiamento civile significativo in Italia.
“Vorrei che si parlasse molto di più delle riforme in atto,” ha concluso la ministra, esprimendo il desiderio di vedere una maggiore attenzione mediatica e pubblica sui progressi legislativi e meno sulle controversie verbali.