Fnp Cisl: “Cohousing come risposta alla crisi economica dell’Umbria”

Manzotti. "Circa il 43% delle famiglie che si trova in difficoltà lamentano anche dei disagi abitativi, quindi si deve puntare sull'edilizia residenziale e pubblica"

Il convegno “Abitare insieme l’Umbria. Realtà e visione per la coabitazione solidale”, tenutosi il 10 aprile 2024 presso la Domus Pacis di Santa Maria degli Angeli, ha messo al centro dell’attenzione il modello innovativo del cohousing. Promosso dalla Fnp Cisl Umbria e dalla Fnp Cisl – Coordinamento politiche di genere Umbria, l’evento ha radunato esperti, sindacalisti e rappresentanti istituzionali per esplorare questa soluzione abitativa, che promette di superare le barriere dell’età e creare comunità più unite e sicure.

Luigi Fabiani, segretario generale Fnp Cisl Umbria, ha introdotto l’incontro, sottolineando che “L’idea parta da lontano, su cui si stava riflettendo da tempo. L’idea nasce guardando i numeri che caratterizzano questa regione: abbiamo diminuito di circa 2 mila abitanti e con una età media di 48 anni. Come sindacato ascoltiamo molto le necessità e i bisogni degli anziani, cercando di dare delle soluzioni, come la cohousing intergenerazionale. Penso che la nostra regione possa diventare una regione pilota per quanto riguarda questo progetto”.

Bruna Raspa, coordinatrice politiche di genere Fnp Cisl Umbria, ha descritto il cohousing come “coabitazioni dove le persone anziane possono vivere mantenendo la propria privacy ma avendo anche degli spazi in comune. Possono continuare una vita simile a quella che hanno vissuto, ma nello stesso tempo combattere la solitudine”.

La diffusione del cohousing in Italia, prevalentemente concentrata al Nord, vede l’Umbria pronta a diventare un punto di riferimento per questa forma di abitazione condivisa. Angelo Manzotti, segretario generale Cisl Umbria, ha evidenziato l’importanza del cohousing nel rispondere ai bisogni abitativi delle famiglie in difficoltà: “Circa il 43% delle famiglie che si trova in difficoltà lamentano anche dei disagi abitativi, quindi si deve puntare sull’edilizia residenziale e pubblica”. Una questione, quella della crisi economica, sempre più d’attualità in una regione che – come certifica l’Istat- sta sprofondando.

Durante il convegno, sono stati presentati casi studio e progetti locali, con la partecipazione di figure come Edi Cicchi e Rosita Garzi, che hanno condiviso le loro esperienze e riflessioni sul tema.

Donatella Tesei, presidente della Regione Umbria, ha riconosciuto il valore del cohousing, affermando che “La Regione Umbria ha un numero e percentuale di anziani molto alta, non ci sfugge il tema: questo vuol dire che nella nostra regione si vive a lungo e bene, ma noi dobbiamo pensare ad accompagnare questo percorso della vita con iniziative che diano la possibilità ad anziani con attività sportive e non solo. Esperimenti di cohousing il futuro da guardare con interesse e questi momenti di confronto servono a tutti”.

La chiusura del convegno da parte di Emilio Didonè ha posto l’accento sulla necessità di trasformare le idee in azioni concrete: “La nuova legge sulla non autosufficienza e sugli anziani specifica che si deve fare cohousing intergenerazionale e cohousing senior: il problema è che si deve passare dal dire al fare”. Didonè ha invocato un impegno collettivo per realizzare progetti di cohousing su scala nazionale, sottolineando l’importanza di prepararsi culturalmente a questa scelta abitativa.

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