Lo pagano per visionare trailer su YouTube ma finisce in una truffa finanziaria

Un cittadino perugino si ritrova vittima di un elaborato schema truffaldino che prometteva facili guadagni ed invece gli ha svuotato il conto

Un cittadino perugino si ritrova vittima di un elaborato schema truffaldino che prometteva facili guadagni attraverso la visione di video su internet e investimenti online, trasformando una proposta lavorativa apparentemente innocua in un incubo finanziario. L’uomo ha deciso di sporgere querela per truffa, sperando di fare luce su un caso che mescola inganni digitali e promesse di rendite facili.

La vicenda ha preso avvio quando il perugino è stato avvicinato da un’azienda italiana, munita di partita IVA, che gli ha offerto un’opportunità lavorativa alquanto insolita: guardare trailer di film o video musicali su YouTube per incrementarne le visualizzazioni. Questo compito, seppur singolare, veniva retribuito: l’uomo doveva semplicemente visionare gli elenchi di video forniti quotidianamente dall’azienda e inviare uno screenshot come prova della visualizzazione.

Dopo un iniziale periodo di collaborazione, durante il quale il perugino ha effettivamente ricevuto pagamenti per l’attività svolta, l’azienda gli ha proposto di partecipare a un’ulteriore iniziativa: investire in trading online tramite un sito web affiliato, presumibilmente in connessione con l’industria cinematografica e musicale. Seguendo le istruzioni ricevute tramite una chat su Telegram, l’uomo ha effettuato una serie di investimenti, iniziando con 800 euro—pari alla somma precedentemente guadagnata—per poi aumentare progressivamente l’importo degli investimenti su indicazione dell’azienda.

La catena di investimenti si è estesa fino a un ultimo bonifico di 1.600 euro, dopo il quale il perugino si è ritrovato improvvisamente isolato: nessuna risposta dai rappresentanti dell’azienda, nessun messaggio sulla chat di Telegram, e il saldo del suo portafoglio di investimenti azzerato. La realizzazione di essere caduto in una truffa lo ha portato a cercare assistenza legale, sperando di recuperare i suoi fondi e di avvertire altri potenziali vittime di simili inganni.

 

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