Nonostante un incremento generale nell’adozione del congedo di paternità in Italia, l’Umbria si posiziona sotto la media nazionale, con Perugia e Terni che registrano rispettivamente percentuali del 70% e 68%. Questi dati, che contrappongono le province umbre ai valori superiori all’80% riscontrati in alcune province del Nord come Bergamo, Lecco, Treviso, Vicenza e Pordenone, evidenziano un divario significativo nella fruizione di questa importante misura di supporto alla paternità.
L’analisi di Save the Children, basata sui dati Inps, descrive il padre tipico che usufruisce del congedo di paternità come un uomo di oltre 30 anni, residente al Nord, impiegato in aziende di media-grande dimensione con un contratto a tempo indeterminato e con un reddito medio-alto. Tale descrizione sottolinea come le disparità geografiche, contrattuali e di reddito influenzino significativamente l’accesso al congedo di paternità in Italia.
La ricerca evidenzia marcate disuguaglianze anche in base alla dimensione dell’azienda e al tipo di contratto di lavoro. Mentre il 77% dei padri in aziende con oltre 100 dipendenti usufruisce del congedo, la percentuale scende drasticamente nelle piccole aziende con 15 dipendenti o meno. Analogamente, la fruizione varia significativamente tra lavoratori a tempo indeterminato e quelli a contratto a termine o stagionali, mettendo in luce una correlazione diretta tra stabilità lavorativa e accesso al congedo.
Interessante è la correlazione tra reddito e utilizzo del congedo di paternità, che mostra un incremento progressivo dell’utilizzo al crescere del reddito, fino a un certo punto. Questo dato rispecchia la maggiore facilità per i padri con redditi medio-alti di usufruire del congedo, evidenziando però anche una certa riduzione nella fascia di reddito più alta.
Save the Children sottolinea l’importanza di promuovere una maggiore condivisione delle responsabilità parentali tra i generi, eliminando gli ostacoli che limitano l’ingresso e la progressione delle donne nel mondo del lavoro. La diffusione equa del congedo di paternità rappresenta un passo cruciale verso un equilibrio di genere più giusto nel carico di cura familiare e nella partecipazione al mondo lavorativo.