Monteluce nel degrado fra vetri e rifiuti, i residenti chiamano in causa il Comune

Proteste del comitato civico che ha chiesto ed ottenuto un incontro con il sindaco Romizi e l'assessore Luca Merli per sottolineare la situazione di grande abbandono

La comunità di Monteluce si ritrova ancora una volta a fronteggiare le sfide poste da un degrado urbano che sembra non conoscere tregua. Nonostante le promesse di rilancio e i progetti di valorizzazione, i cittadini frequentatori del quartiere si trovano a combattere quotidianamente con una realtà fatta di trascuratezza e abbandono. Emblematico di questa lotta è il recente confronto avuto dai rappresentanti del comitato di cittadini con il Comune, un dialogo che ha messo in luce le principali criticità dell’area: il parcheggio sottostante piazza Cecilia Coppoli e la scalinata, ormai simboli di un degrado sempre più marcato.

Il parcheggio e la scalinata, infatti, non sono solo infrastrutture urbane ma rappresentano il cuore pulsante del quartiere, un crocevia fondamentale per le numerose attività e uffici comunali presenti. Eppure, chi ogni giorno attraversa questi spazi non può fare a meno di notare lo stato di abbandono in cui versano: la scalinata, un tempo via di passaggio sicura, oggi è evitata da molti a causa dei vetri rotti e dei rifiuti che la costellano, trasformandola in un luogo di passaggio pericoloso e inospitale.

La questione dei rifiuti non riguarda solo la scalinata ma si estende anche alla fascia verde che separa il complesso di Monteluce dalla sottostante via Agostino di Duccio, trasformata in una discarica a cielo aperto. Qui, tra alberi e arbusti, è possibile trovare di tutto: da bottiglie di vetro a oggetti elettronici, da vestiti a secchi di plastica, una testimonianza tangibile dell’inciviltà di chi, senza alcun riguardo, ha scelto di disfarsi dei propri rifiuti in modo irresponsabile.

La situazione è tanto più grave considerando che le segnalazioni dei cittadini su parcheggio e scalinata si susseguono da anni, ma le soluzioni finora adottate dal Comune non hanno sortito gli effetti sperati. L’incontro tra i membri del comitato e le autorità locali, tra cui il sindaco Andrea Romizi e l’assessore Luca Merli, con delega alla Sicurezza, ha riacceso i riflettori su questi problemi, sperando in interventi concreti e tempestivi.

Al di là delle infrastrutture, è il tessuto sociale di Monteluce a risentire maggiormente delle conseguenze di questo stato di degrado. La comunità, forte di un attaccamento profondo al proprio quartiere, non si dà per vinta e continua a lottare per un ambiente più pulito, sicuro e accogliente. La speranza è che il dialogo intrapreso possa tradursi in azioni efficaci, capaci di ridare a Monteluce il lustro che merita, per non rendere vani gli sforzi di chi, ogni giorno, vive e lavora in quest’area della città.

La protesta lungo la via del Giochetto non è quindi solo un grido di allarme ma anche un appello alla responsabilità collettiva, un invito a prendersi cura del proprio territorio per garantire a tutti una qualità della vita migliore.

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