Un perugino di 35 anni si è trovato a dover rispondere di gravi accuse davanti al Tribunale penale della città. L’accusa principale è quella di stalking nei confronti della sua ex compagna, una situazione che avrebbe costretto la giovane a rifugiarsi in casa e a dimettersi dal lavoro per evitare incontri indesiderati con l’uomo.
La vicenda ha preso una svolta critica quando, su richiesta della Procura di Perugia, è stato emesso un divieto di avvicinamento per proteggere la vittima. Gli atti persecutori avrebbero raggiunto un picco il 1° novembre 2023 scorso, quando l’imputato avrebbe inviato un messaggio minaccioso all’ex compagna, intimandole di rispondere e prospettando “un disastro di quelli atomici” se le sue richieste fossero state ignorate. Le minacce sono proseguite il giorno seguente con un altro messaggio che alludeviva a imminenti azioni distruttive.
La situazione è ulteriormente degenerata quando, di fronte al padre della ragazza e a una pattuglia dei Carabinieri intervenuta sul posto, l’uomo ha esplicitato la sua intenzione di farle del male. Persistente nel suo atteggiamento, si è poi recato presso il luogo di lavoro della donna, aspettando il suo arrivo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.
L’escalation di minacce è continuata anche attraverso l’utilizzo del cellulare di un amico, con cui l’ha contattata minacciandola nuovamente. Il giorno successivo, un messaggio da un numero sconosciuto annunciava che un amico dell’ex fidanzato era in arrivo per “prenderla”, aumentando ulteriormente il clima di terrore.
Oltre a questi episodi, l’imputato avrebbe cercato di contattare la donna con diverse chiamate telefoniche, ostacolate dalla vittima che bloccava il numero. Nonostante ciò, ha continuato a cercare di avvicinarsi a lei, presentandosi in un bar per parlarle e recandosi sotto la sua abitazione, suonando al campanello per convincerla a incontrarlo, nonostante l’ordine restrittivo emesso dal giudice.