Accessi illegali a banche dati, Cantone e Melillo auditi dall’Antimafia

L’inchiesta è stata trasferita nel capoluogo umbro in quanto sono coinvolti magistrati romani e la competenza si sposta a Perugia.

Arriva sui banchi del Copasir e della Commissione Antimafia la vicenda originata dal presunto dossieraggio, poi smentito, ai danni del ministro della difesa Guido Crosetto. La procura di Perugia indaga e fra oggi e domani il procuratore Cantone e quello nazionale nazionale Antimafia Giovanni Melillo saranno ascoltati dalla commissione antimafia.L’inchiesta è stata trasferita nel capoluogo umbro in quanto sono coinvolti magistrati romani e la competenza si sposta a Perugia.

Sotto i riflettori il tenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, per l’accesso non autorizzato a banche dati sensibili mentre prestava servizio presso la Procura nazionale antimafia. A Striano sono addebitati circa mille episodi di consultazione illecita di dati, che coinvolgono un ampio spettro di personalità pubbliche, dal mondo della politica a quello dello spettacolo, passando per il settore imprenditoriale e sportivo.

Tra le entità le cui informazioni sono state oggetto di queste ricerche figurano nomi di spicco come quello della Curia generalizia dei frati minori conventuali, dell’associazione culturale sportiva Ippocampo, oltre a diverse società attraverso il sistema Infocamere. Nel mirino dell’ufficiale finanziero sono finiti anche individui precedentemente implicati in inchieste di rilievo, come Fabrizio Centofanti, collegato all’indagine sull’ex consigliere del Csm Luca Palamara, e l’avvocato Piero Amara.

Nell’elenco delle personalità indagate spiccano i nomi di vari ministri quali Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Marina Elvira Calderone, Gilberto Pichetto Fratin, Adolfo Urso e Giuseppe Valditara, a cui si aggiungono sottosegretari, politici di diverse fazioni, europarlamentari e figure di rilievo nel panorama imprenditoriale italiano come Carlo Bonomi, Francesco Gaetano Caltagirone, Vittorio Colao e Letizia Moratti.

Non sono state risparmiate nemmeno celebrità dello spettacolo e dello sport, con indagini che hanno toccato nomi come Fedez, Cristiano Ronaldo, Massimiliano Allegri, Andrea Agnelli e Gabriele Gravina. Persino esponenti del settore sanitario come Giorgio Palù, ex presidente dell’Aifa, e Francesco Vaia, direttore generale della Prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, sono stati oggetto di questo scrutinio improprio.

L’avvocato Massimo Clemente, difensore di Striano, ha dichiarato: “Il mio assistito ha agito sempre in piena conformità con le norme, dedicandosi al suo lavoro con integrità e dedizione, senza mai rivelare informazioni riservate a parti terze”. Le motivazioni dietro questa vasta gamma di indagini, che hanno esplorato aspetti finanziari, societari, immobiliari e professionali di numerosi individui, restano al centro dell’attenzione.

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