La giustizia ha raggiunto un epilogo per un episodio di violenza avvenuto due anni fa e che ha visto protagonista il coniuge di una barista. La corte d’appello ha confermato la condanna a due anni di reclusione per due individui, basandosi sulle testimonianze fornite dalla vittima dell’aggressione.
Le accuse mosse nei confronti degli imputati riguardano il reato di lesioni volontarie aggravate, scaturite da motivazioni ritenute insignificanti. Il conflitto è nato all’interno di un bar, dove la vittima, marito della gestrice del locale, aveva richiamato l’attenzione di due clienti per il loro comportamento poco rispettoso, rimproverandoli di aver poggiato i piedi sul tavolo. La situazione è degenerata quando, al momento della partenza dell’uomo a bordo della sua auto, gli aggressori lo hanno colpito attraverso il finestrino sul fianco sinistro, davanti agli occhi di un amico che è intervenuto per difenderlo, permettendogli di allontanarsi.
A seguito dell’aggressione, la vittima ha cercato assistenza medica al Pronto Soccorso, dove è stato diagnosticato un trauma all’emitorace sinistro.