Cantieri, stop della Regione a gare al ribasso. La cooperazione: “Svolta epocale”

Mentre l'Umbria è ai primi posti per incidenti nei cantieri, la Regione dice sì a legg bipartisan sulla sicurezza. Il plauso della prima firmataria e del mondo della cooperazione, da sempre in prima fila per la lotta a questo tipo di gare

Nel quadriennio compreso tra il 2020 e il 2023, l’Umbria è stata classificata come “zona rossa” per il rischio di incidenti mortali sul lavoro in ben tre occasioni, come riporta un report elaborato dall’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega di Mestre, basato sui dati dell’Inail. Questo posiziona l’Umbria, insieme alla Basilicata e alla Campania, tra le regioni “più pericolose per lavorare”. L’analisi del report si concentra sull’incidenza della mortalità, evidenziando che l’Umbria ha registrato valori superiori alla media nazionale, con rispettivamente 64,9, 45,4 e 59,6 incidenti mortali ogni milione di occupati nei tre anni considerati. La vicina Toscana, invece, si distingue come la regione con il “miglior risultato”, avendo mantenuto lo status di “zona bianca” per tre anni consecutivi, seguita dal Friuli-Venezia Giulia e dal Lazio, che per due anni hanno mantenuto lo stesso status.

“A livello nazionale, il settore con il maggior numero di decessi sul lavoro è quello dell’edilizia”, con 522 morti in quattro anni, “seguito dalle attività manifatturiere” (459) e dai “trasporti e magazzinaggio” (435). Si osserva che l’incidenza maggiore riguarda gli “ultra 65enni” e la fascia d’età compresa tra i “55 e i 64 anni”.

Mercoledì prossimo, i lavoratori dell’edilizia e della metalmeccanica scenderanno in piazza a Perugia e Terni, insieme ad altre città italiane, per protestare contro gli incidenti mortali sul lavoro. Lo sciopero, indetto da Cgil e Uil, insieme alle categorie Fiom e Fillea Cgil, Uilm e Feneal Uil, sarà accompagnato da due presidi sotto le prefetture di Perugia e Terni. Le organizzazioni sindacali hanno dichiarato che è giunto il momento che Governo e imprese assumano le proprie responsabilità e mettano fine alla precarietà e ai bassi salari, garantendo “luoghi di lavoro sicuri”. Vogliono un “confronto vero con il Governo su queste questioni e su tutta la Piattaforma unitaria di Cgil, Cisl e Uil”.

Ok del consiglio regionale

Martedì, durante la seduta del consiglio regionale, è stato approvato all’unanimità il varo di una proposta di legge bipartisan che vieta il ricorso al massimo ribasso nelle gare d’appalto per i servizi del welfare pubblico nell’Umbria. Il testo, mira a garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori, la legalità del mercato del lavoro, la qualità dei servizi di welfare e a promuovere l’inclusione nel mercato del lavoro delle persone svantaggiate e con disabilità. Oltre al rapporto qualità-prezzo, nell’assegnazione dei contratti saranno considerati criteri oggettivi quali gli aspetti qualitativi, ambientali e sociali legati all’oggetto dell’appalto.

Tra le principali novità, le stazioni appaltanti saranno tenute a valutare progetti tecnici, esperienze pregresse, relazioni con il territorio, obiettivi riabilitativi o educativi, qualifiche del personale impiegato e coinvolgimento degli utenti e delle loro famiglie. Il punteggio attribuito terrà conto di una formula che disincentivi una competizione basata esclusivamente sul prezzo. Inoltre, è prevista l’introduzione di una clausola sociale volta a favorire la stabilità occupazionale mediante il mantenimento dei lavoratori già impiegati dal precedente appaltatore, alle stesse condizioni economiche. L’assenza della firma su questa clausola comporterà l’esclusione dalla gara.

Le parole di Eleonora Pace (FdI)

“Questa è una legge attesa da troppi anni dalla nostra regione e assume la responsabilità di regolare un mercato complesso come quello dei servizi alla persona. Oggi è una giornata storica per l’Umbria”, dichiara Eleonora Pace, capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione e presidente della Terza Commissione Sanità, sottolineando l’importanza dell’approvazione della legge sulla “Qualità del lavoro e dei servizi alla persona”, di cui è prima firmataria.

“Dopo l’approvazione della legge sull’amministrazione condivisa, oggi celebriamo un’altra importante conquista legislativa. Questa legge rappresenta il risultato di un lungo e accurato lavoro, introducendo specifiche disposizioni regionali per regolare gli affidamenti nei settori dei servizi sociali, socio-sanitari ed educativi, garantendo il rispetto dei diritti dei lavoratori e la qualità dei servizi di welfare, nonché facilitando l’inserimento nel mercato del lavoro delle persone svantaggiate e con disabilità”.

“La sua approvazione è il frutto di un lungo percorso di confronto e partecipazione condotto con serietà insieme alle centrali cooperative, ai sindacati, al Forum del terzo settore e alle associazioni. Dopo aver rivisto le tariffe ferme da 15 anni e approvato la legge sull’amministrazione condivisa, dimostriamo ancora una volta l’attenzione della giunta Tesei al sistema di welfare, impegnandoci a elaborare velocemente il regolamento attuativo”, conclude Pace.

Soddisfatta la Cisl

La Cisl Umbria valuta  con soddisfazione l’approvazione in queste ore della legge regionale  “Finalmente – dice il segretario Angelo Manzotti – i lavoratori troveranno applicato il contratto di lavoro delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.

La cooperazione plaude

La nuova legge”, affermano Andrea Bernardoni, Presidente di Legacoopsociali, Roberta Veltrini, Presidente di Confcooperative Federsolidarietà e Gianfranco Piombaroli, Presidente di AGCI Imprese Sociali, “rappresenta una svolta epocale perché supera la logica del massimo ribasso nelle gare dei servizi alla persona, stabilendo in modo chiaro e inequivocabile che le imprese che erogano servizi di welfare saranno valutate e selezionate sulla base dei progetti tecnici e della qualità che riescono a garantire ai cittadini e non sui ribassi fatti pagando meno i lavoratori. La legge introduce anche un’altra rilevante novità, prevedendo che le USL, i comuni e le altre amministrazioni pubbliche dovranno riservare il 20 per cento delle gare di appalto alle imprese che assicurano l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità e svantaggiate, attribuendo alla domanda pubblica obiettivi di inclusione sociale.”

“Questa legge”, per le centrali cooperative, “testimonia la volontà politica bipartisan di valorizzare il lavoro sociale e di migliorare la qualità dei servizi di welfare della nostra regione. Adesso questa volontà dovrà trovare una concreta applicazione nei comportamenti delle amministrazioni pubbliche a partire dalle gare di appalto che saranno pubblicate nei prossimi mesi.”

“Vogliamo ringraziare per il lavoro svolto in questi mesi i consiglieri regionali che senza guardare agli schieramenti ed alle appartenenze politiche hanno lavorato alla legge. Auspichiamo”, concludono, “che l’indirizzo politico fornito dall’Assemblea Legislativa orienti anche i comportamenti della Giunta Regionale, delle USL e dei comuni della nostra regione che nelle prossime settimane saranno chiamati ad adeguare i contratti e le convenzioni con le cooperative sociali riconoscendo i maggiori costi legati al recente rinnovo del contratto collettivo di lavoro della cooperazione sociale”.

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